Il Malpensante
Pier Paolo Pasolini:
"Io so i nomi di coloro che, tra una messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali. Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli. Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi."
Tratto da: P.P.Pasolini "Scritti Corsari" Milano, Garzanti, 1977
 

20 aprile 2008

Beatrice: riassunto delle puntate precedenti

Allora, eravamo rimasti che la piccola Bea, oltre ad essere bravissima a scuola e a imparare pattinaggio, si allenava con costanza in piscina ed aveva un invidiabile media: almeno una medaglia d'oro a gara.

Insomma, non aveva mai sbagliato un colpo. Creando non poca preoccupazione nei genitori che da un lato temevano che la campionessa fosse colpita da botte di depressione alla prima sconfitta (che inevitabilmente dovrà arrivare, no?) e dall'altro già si figuravano lo stress degli allenamenti seri da agonista, alzatacce all'alba, viaggi della speranza in anonime piscine lucane, la lotta per riuscire comunque a finire i compiti, dopo i lunghi allenamenti pomeridiani.

Nelle ultime tre manifestazioni a cui ha partecipato, accompagnata dalla onnipresente assistenza della sorellina Ester, Beatrice ha riportato i seguenti risultati:
  • 16 marzo (Pomezia)
    • Medaglia d'oro ai 25 sl, con record personale

  • 6 aprile (Roma)
    • Medaglia d'oro 25 sl
    • Medaglia d'argento 25 dorso

  • 13 aprile (Pomezia again!)
    • Medaglia d'oro staffetta 25 sl
    • Medaglia di bronzo 25 dorso
    • ed anche un apprezzabile 4° posto ai 25 rana, alla prima esperienza in questo stile.
Abbiamo dovuto, insomma, fare i conti con le prime lacrime, i primi errori, ma sono arrivate belle medaglie in ogni caso. Così si procede, navigando a vista, cercando di sdrammatizzare, di inorgoglirsi il giusto.

A fine aprile ci sarà anche la prima gara di pattinaggio, speriamo senza lacrime, comunque vada. Ma non ci staremo stressando un po' troppo, noi e questi bambini?

15 aprile 2008

Io odio il lunedì

Come si sa, a tutte le latitudini, è più facile notare con microscopica precisione la pagliuzza nell'occhio altrui che non la trave nel proprio. Lo rammento per chi all'estero si sta già fregando le mani sulle ironie che profonderà a valanga sulla sventurata Italia. Non c'è paese nel quale non sia stato, o straniero con il quale non abbia colloquiato che non mi abbia omaggiato di uno sguardo sarcastico e di una battuta feroce sulla ormai quindicennale presenza di Berlusconi nella vicenda politica italiana.

Ma si guardassero i loro, di leader, si dirà: la trave nel loro occhio, questi inglesi, francesi, tedeschi, olandesi, svizzeri, vietnamiti, portoghesi, finlandesi, persino estoni. Per tacere degli americani! Già.

Solo che anche la nostra è una trave e non una pagliuzza. Siamo qui di nuovo a farci venire un fegato così, a non chiudere occhio la notte, ad alzarci depressi chiedendoci come 13.628.865 italiani possano continuare a dare il loro voto al Cavalier Banana. Ora che ha gettato la meschera e mostrato di starsela allegramente spassando. Dopo questa campagna elettorale nella quale si è divertito a dirne (e rettificarne) di tutte. Ormai le spiegazioni antropologiche non bastano più: qualsiasi cosa faccia, le corna, i saltelli, le battutacce, prende oltre 13 milioni di voti. Costringe Vespa a piagarsi per odoragli la mano e Fini ad "intrattenere il pubblico" per un'ora: va tutto bene. Definisce eroe il mafioso Mangano e non perde un colpo.

Io sono stanco. Davvero. Non posso neanche più fuggire all'estero: le mie figlie non me lo permetterebbero un'altra volta.

Odiassi questo paese, che lo merita, mi adeguerei all'andazzo. Eluderei il fisco, parcheggerei in doppia fila... Siamo sempre ai tempi gloriosi della Casa della Libertà di Corrado Guzzanti, ognuno fa come cazzo gli pare, no?
Pregherei perché neppure uno straniero metta più piede in Italia così da far contenti i razzisti e depauperare le imprese. Chiederei l'abbassamento delle tasse, l'abolizione dell'ICI e del bollo auto, la TAV sotto casa mia e la centrale nucleare sotto casa sua (del Berlusca, dico). Appoggerei i dazi ai prodotti cinesi, così che le famiglie più povere si troverebbero costrette a comprare beni più cari, ma tutti di produzione autarchica.

Non ce la faccio, però. Vorrei fare un voto: da domani smetto. Non guarderò più un approfondimento politico in TV, non leggerò un articolo che parla del governo, cambierò canale quando li vedrò apparire, eliminerò dai miei consumi tutti i libri e i giornali delle case editrici di sua proprietà, e i suoi canali televisivi, e i programmi presentati dai suoi sodali. Mi disinteresserò del tutto di quello che accade nel palazzo, ignorerò quel che fa il governo, quel che ne dice l'Europa.

Ma sì, mi faccio i fatti miei, come il grosso dei suoi elettori. Che me ne faccio del senso civico quando chi governa non ha il senso dello stato?

Ci provo. Da oggi in poi, questo blog sarà dedicato al mio privato.

10 aprile 2008

L'OPA ostile del Cavaliere

Il 13 aprile andò a votare. Ritengo il voto una sana occasione di partecipazione e soprattutto trovo che il non voto sia una specie di pigro alibi che, peraltro, nega all'astenuto il diritto di protestare se poi le cose non vanno.
Quest'anno poi ero intenzionato ad andare a votare PER e non CONTRO - una volta tanto! Il Partito Democratico, con tutti i suoi difetti e la giovane età, è una speranza che coltivo da anni.
Quest'ultima parte di campagna elettorale ha però nuovamente evidenziato i pericoli legati ad una vittoria di Berlusconi. SI sa che il Cavaliere considera l'Italia un'azienda. Le elezioni sono un Assemblea degli Azionisti. Il Governo è un Consiglio di Amministrazione.
Per conquistare il vertice dell'Azienda Italia, una cordata può lanciare un'OPA che, se coronata da successo, garantisce il controlo del pacchetto azionario. Il nuovo vertice aziendale ha diritto di vita e di morte, sulle strategie aziendali e sul personale - in primis il management sottoposto allo spoil system.
Berlusconi, in caso di vittoria, ritiene che il Presidente della Azienda Italia, Giorgio Napolitano, debba farsi da parte per lasciare spazio ad un uomo di fiducia della cordata vincente. Gli organismi di controllo - come l'Internal Audit che nel caso dell'Azienda Italia sarebbero la Magistratura, la Corte Costituzionale, ecc. - debbano essere sottoposti ad una revisione dei membri che li compongono, previa verifica della loro sanità mentale, e ad un ripensamento delle linee di azione.
Con grande generosità, potrà affidare una carica onorifica, una vicepresidenza per esempio, ad un rappresentante nominato dalla minoranza del CdA.
L'OPA che Berlusconi lancia all'Italia il 13 e 14 aprile, è ostile. Anche questa volta non potrò solo votare a favore di qualcosa, ma anche contro qualcuno.