Il Malpensante
Pier Paolo Pasolini:
"Io so i nomi di coloro che, tra una messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali. Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli. Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi."
Tratto da: P.P.Pasolini "Scritti Corsari" Milano, Garzanti, 1977
 

15 aprile 2008

Io odio il lunedì

Come si sa, a tutte le latitudini, è più facile notare con microscopica precisione la pagliuzza nell'occhio altrui che non la trave nel proprio. Lo rammento per chi all'estero si sta già fregando le mani sulle ironie che profonderà a valanga sulla sventurata Italia. Non c'è paese nel quale non sia stato, o straniero con il quale non abbia colloquiato che non mi abbia omaggiato di uno sguardo sarcastico e di una battuta feroce sulla ormai quindicennale presenza di Berlusconi nella vicenda politica italiana.

Ma si guardassero i loro, di leader, si dirà: la trave nel loro occhio, questi inglesi, francesi, tedeschi, olandesi, svizzeri, vietnamiti, portoghesi, finlandesi, persino estoni. Per tacere degli americani! Già.

Solo che anche la nostra è una trave e non una pagliuzza. Siamo qui di nuovo a farci venire un fegato così, a non chiudere occhio la notte, ad alzarci depressi chiedendoci come 13.628.865 italiani possano continuare a dare il loro voto al Cavalier Banana. Ora che ha gettato la meschera e mostrato di starsela allegramente spassando. Dopo questa campagna elettorale nella quale si è divertito a dirne (e rettificarne) di tutte. Ormai le spiegazioni antropologiche non bastano più: qualsiasi cosa faccia, le corna, i saltelli, le battutacce, prende oltre 13 milioni di voti. Costringe Vespa a piagarsi per odoragli la mano e Fini ad "intrattenere il pubblico" per un'ora: va tutto bene. Definisce eroe il mafioso Mangano e non perde un colpo.

Io sono stanco. Davvero. Non posso neanche più fuggire all'estero: le mie figlie non me lo permetterebbero un'altra volta.

Odiassi questo paese, che lo merita, mi adeguerei all'andazzo. Eluderei il fisco, parcheggerei in doppia fila... Siamo sempre ai tempi gloriosi della Casa della Libertà di Corrado Guzzanti, ognuno fa come cazzo gli pare, no?
Pregherei perché neppure uno straniero metta più piede in Italia così da far contenti i razzisti e depauperare le imprese. Chiederei l'abbassamento delle tasse, l'abolizione dell'ICI e del bollo auto, la TAV sotto casa mia e la centrale nucleare sotto casa sua (del Berlusca, dico). Appoggerei i dazi ai prodotti cinesi, così che le famiglie più povere si troverebbero costrette a comprare beni più cari, ma tutti di produzione autarchica.

Non ce la faccio, però. Vorrei fare un voto: da domani smetto. Non guarderò più un approfondimento politico in TV, non leggerò un articolo che parla del governo, cambierò canale quando li vedrò apparire, eliminerò dai miei consumi tutti i libri e i giornali delle case editrici di sua proprietà, e i suoi canali televisivi, e i programmi presentati dai suoi sodali. Mi disinteresserò del tutto di quello che accade nel palazzo, ignorerò quel che fa il governo, quel che ne dice l'Europa.

Ma sì, mi faccio i fatti miei, come il grosso dei suoi elettori. Che me ne faccio del senso civico quando chi governa non ha il senso dello stato?

Ci provo. Da oggi in poi, questo blog sarà dedicato al mio privato.