Il Malpensante
Pier Paolo Pasolini:
"Io so i nomi di coloro che, tra una messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali. Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli. Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi."
Tratto da: P.P.Pasolini "Scritti Corsari" Milano, Garzanti, 1977
 

28 marzo 2007

Cose dell'altro mondo - La Habana

Uno degli aspetti piu' interessanti della vita a Saigon (almeno della vita da expat o da vietnamita abbiente) e' certamente rappresentato dalle infinite possibilita' di divertirsi. L'offerta di ristoranti, trattorie, pub, discoteche, caffe' e ritrovi di ogni genere e' straordinaria e il livello dei prezzi e' naturalmente tarato sul tenore di vita locale.Intendiamoci: ci sono trattorie locali dove e' possibile cenare con due dollari e ristoranti internazionali da 30 dollari e oltre. Ma la varieta' e' ampia e la qualita' tendenzialmente alta.

Uno dei posti che frequento di piu' e' un bar-ristorante spagnolo, il "La Habana".Proprietari sono un manager tedesco e sua moglie, cinese di Shanghai. Tra le quattro sale su due piani, ogni sera si puo' cenare a base di tapas o paella, di buona qualita' (il cuoco e' filippino...), ascoltare musica dal vivo, bere cocktail sudamericani, birrazza alla spina, o scegliersi un bicchiere vino da una interessante selezione.


Una volta alla settimana c'e' un corso di salsa, ogni tanto c'e' un party - ogni mercoledi' ce' un tizio italiano con la mia faccia che suona e canta brani in lingua italiana, spagnola e brasiliana...
Con un certo ritardo sui calendari internazionali, sabato 24 marzo, La Habana ha offerto una festa di carnevale, organizzata da un gruppo di tedeschi. Un carnevale in salsa tedesca in un ristorante spagnolo con un nome cubano, un cuoco filippino e gestito da una cinese...

Chi viene a Saigon e non passa di qui (n. 6 Cao Ba Quat, Distr. 1) non sa che si perde.

25 marzo 2007

Daniele e' libero! Ora fuori gli altri

Adjmal Naqeshbandi, l'interprete di Daniele Mastrogiacomo, e Rahmatullah Hanefi, il mediatore di Emergency nel rilascio del giornalista di Repubblica sono prigionieri. Di chi? Non e' ancora del tutto chiaro. Forse i talebani non hanno liberato ancora l'interprete, mentre e' certo che Hanefi sia stato arrestato dal governo afgano.
Un po' di chiarezza andrebbe fatta. Come chiede giustamente il direttore de La Repubblica all'ambasciatore afgano a Roma:

http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/esteri/afghanistan-21/lettera-ambasciatore/lettera-ambasciatore.html

Liberateli!

08 marzo 2007

Mastrogiacomo libero! E' solo un giornalista

04 marzo 2007

Cose dell'altro mondo - Famolo strano

Il caodaismo e' una setta indigena vietnamita che aspira a creare la religione ideale fondendo le filosofie secolari e religiose dell'Oriente e dell'Occidente.

Quessta religione e' nata all'inizio degli anni Venti e si basa sui messaggi rivelati nel corso di sedute spiritiche a Ngo Minh Chieu (anche noto come Ngo Van Chieu), un mandarino vietnamita al servizio dell'amministrazione pubblica coloniale francese.

Il termine Cao Dai significa letteralmente "alto palazzo" ed e' un eufemismo per indicare Dio. La setta basa la sua dottrina in gran parte su elementi derivati dal buddhismo ahayana, in cui sono stati inglobate le altre maggiori flosofie e relgioni presenti nel Viet Nam negli anni Venti: confucianesimo, taoismo, animismo indigeno vietnamita, cattolicesimo e islamismo.

La gerarchia dell caodaismo e' in parte basata sulla struttura della chiesa cattolica, con un papa e dei cardinali, anche di sesso femminile. La carica papale e' pero' vacante: l'ultima elezione risale al 1933.

Il tempio principale sorge nel villaggio di Long Hoa, a 4 chilometri di distanza da Tay Ninh, una cittadina a meno di 100km a Nord-Ovest di Ho Chi Minh City.
Il complesso di edifici racchiude il Grande Tempio Caodai, uffici amministrativi, abitazioni di funzionari e adepti, e un ospedale che cura i pazienti con le tradizonali medicine a base di erbe.
Le preghiere si svolgono 4 volte al giorno nel Grande Tempio.

Sopra il portico anteriore appare in rilievo l' "occhio divino".
Il dipinto murale nella sala d'entrata rappresenta i tre firmatari della "Terza alleanza tra Dio e l'uomo": vi appaono Sun Yat Sen, statista rivoluzionario cinese, Nguyen Binh Kiem, poeta vietnamita, e Victor Hugo. Il grande scrittore francese e' considerato uno dei principali spiriti guida in virtu' delle sue frequenti comnicazioni dall'oltretomba nel corso delle sedute spiritiche.

Nel libro "L'americano tranquillo", lo scrittore inglese Graham Greene, che per un certo periodo aveva considerato la possibilita' di convertirsi al caodaismo, scrive del tempio:
"... Cristo e Buddha guardano in basso dal soffitto del tempio in stile Fantasia Disneyana in salsa orientale, con draghi e serpenti in technicolor...
Le chiese Caodaiste cominciano ora ad attrarre gli stranieri in ogni villaggio, con i loro intonachi di blu e rosa pallidi e il grande occhio divino sul portico d'ingresso...
I dragoni dalla testa leonina si arrampicano sul pulpito: sul soffitto Cristo offre il suo core sanguinante. Buddha e' seduto come sempre siede un Buddha, con il suo vuoto gembo. La smunta barba di Confucio pende come una cascata nella stagione secca".

Il caodaismo conta almeno tre milioni di seguaci in VietNam ed alcuni gruppi all'estero. Tutti gli adepti sono rigorosamente vegetariani.