Il Malpensante
Pier Paolo Pasolini:
"Io so i nomi di coloro che, tra una messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali. Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli. Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi."
Tratto da: P.P.Pasolini "Scritti Corsari" Milano, Garzanti, 1977
 

01 febbraio 2007

Strettamente personale

Sono stato a Roma a meta' gennaio, solo per pochi giorni.
Ho vissuto lo stress del caos italico fin dall'arrivo: 45 minuti in attesa della valigia all'aeroporto (ma perche' a Parigi, Aeroporo Charles De Gaulle, certo non un posticino, la consegna dei bagagli e' immediata?); il traffico sull Raccordo Anulare (i lavori tra Boccea e Cassia sembrano fermi a come li avevo lasciati 6 mesi fa); l'ingorgo all'entrata sulla via Cassia, 30 minuti per percorrere un chilometro...
Che nostalgia di Saigon, del suo disordine, del clima, della vita serena, piena di cose da fare, ma senza pressioni.

E la politica! Non se ne puo' piu' dalle verifiche di governo, dai distinguo nella maggioranza, dalle solite insulse battute dell'opposizione, dai tassisti che fanno proclami corporativi, dagli italiani che non si sentono parte di uno Stato. (Ora ci si mette anche la moglie del Cavaliere. Dio ci scampi dai Berlusconi!)

Poi ho visto i miei amici Linda, Giovanni, gli ex-colleghi di Telecom di Corso d'Italia e soprattutto mi sono immerso nel calore dell'affetto delle mie bambine, Ester e Beatrice.

Vivo tra due nostalgie. Una doppia "saudade". Ovunque saro' mi manchera' qualcosa.
Ma i baci di Bea, le chiacchierate sorprendentemente adulte con Ester, mi spingono a rientrare in patria. Non so quando. Certo, non oltre l'autunno. E sara' una sofferenza lasciare questa citta', il mio lavoro, gli amici, i locali, lo Sheridan's di Michael Forsyth, il pub irlandese nel quale ogni tanto mi esibisco, cantando e suonando canzoni in lingua italiana, spagnola, brasiliana con un bravissimo chitarrista locale, Hung.

Ma so anche che trovero' altre soddisfazioni. Come l'andare a ritirare il diploma del Cambridge di mia figlia Ester per il suo esame di lingua inglese: 15 su 15 di punteggio. Quando ho visto quel foglio mi sono emozionato. Ho pensato con orgoglio che forse Ester, che gia' parla italiano e ungherese, un giorno potra' vivere all'estero come io non ho potuto fare se non per un periodo che alla fine risultera' troppo breve.

2 Commenti:

Anonymous Anonimo ha scritto...

grazie volevo dire che io sono grande in inglese

11:55 PM  
Anonymous Anonimo ha scritto...

spero che nel tuo ritorno a Roma una piccola luce ti possa arrivare anche dagli amici con i quali non ci si è mai potuti immergere più a fondo.

andi

2:18 PM  

Posta un commento

« Torna alla homepage