Il Malpensante
Pier Paolo Pasolini:
"Io so i nomi di coloro che, tra una messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali. Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli. Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi."
Tratto da: P.P.Pasolini "Scritti Corsari" Milano, Garzanti, 1977
 

29 novembre 2006

Cose dell'altro mondo - Notizie in breve 1

14 novembre
Ha Noi - Il politburo del Partito Comunista del Viet Nam ha dato indicazione di organizzare un movimento per incoraggiare i membri del Partito e la popolazione in generale a studiare e seguire la personalita' virtuosa del Presidente Ho Chi Minh. Il movimento sara' lanciato in occasione del Settantasettesimo anniversario della fondazione del Partito, il 3 febbraio 2007, e durera' fino al Decimo Congresso del Partito... Il Partito ritiene che attraverso lo studio e l'esempio del pensiero e della personalita' del Presidente Ho Chi Minh le persone diverranno piu' capaci di sconfiggere i mali sociali e di concretizzare con successo le risoluzioni che saranno adottate durante il Decimo Congresso del Partito.

14 novembre
Ho Chi Minh City - La Sai Gon Water Supply Corporation ha annunciato che i poveri di Ho Chi Minh City riceveranno gratuitamente acqua potabile grazie al progetto della World Bank finalizzato a ridurre le perdite di acqua nella citta'. Circa 30.000 metri cubi di acqua, di valore pari a circa 4,5 milioni di dollari, saranno erogati per i poveri della citta', nei distretti 6, 8, 10, 11 e Go Vap. Ogni proprietario delle case dei distretti interessati dovra' dare un contributo pari a 500.000 VN Dong (circa 25 euro).

14 novembre
Ho Chi Minh City - Oltre 10.300 studenti provenienti da 23 fra universita', colleges e scuole di specializzazione di Ho Chi Minh City hanno preso parte alla Quarta Maratona studentesca ospitata dalla Universita' del popolo "Van Lang". Tran Tu Hue, dell'UNiversita' di Marketing fra le donne, e Nguyen Do Thien Phuc, della Scuola di Specializzazione per Insegnanti tra gli uomini, hanno vinto il primo premio. L'Universita' dello Sport si e' classificata prima nella gara a squadre.

15 novembre
Yen Bai - Dodici anni di sviluppo infrastrutturale hanno cambiato il volto della regione abitata dalla monoranza Mong, da quando e' stata avviata l'azione prevista dalla Risoluzione 45 del Partito... Il 23 settembre 1994 la Segreteria del Comitato Centrale del Partito Comunista del Viet Nam aveva lanciato la Risoluzione 45 per guidare l'applicazione di vari porgrammi si sviluppo socio-economici, come i programmi 134 e 135 che intendevano provvedere di case, terre e acqua potabile le minoranze etniche.

15 novembre
Ha Noi - Il Fondo Nazionale per gli Indigenti ha ricevuto donazioni per circa 27 miliardi di VN Dong (circa 1,68 milioni di dollari) nel Mese per la Campagna contro la Poverta' nel 2006. Il Fondo ha l'obiettivo di mobilitare risorse per i poveri e le vittime del Tifone Xangsane, che ha colpito le province centrali lo scorso mese di ottobre. Le donazioni sono state effettuate da singoli individui ed organizzazioni sia in Viet Nam che all'estero. La campagna e' stata lanciata il 17 ottobre scorso dal Viet Nam Fatherland Front.

15 novembre
Ha Noi - Il Viet Nam ha esportato, nei primi 10 mesi del 2006, 112.000 tonnellate di pepe, con un ricavo netto record di 178 milioni di dollari. A quanto afferma la Associazione Pepai del Viet Nam, i prezzi si manterranno elevati fino alla fine dell'anno a causa dei problemi di produzione di Brasile, Indonesia, Malaysia e India.

22 novembre 2006

Cose dell'altro mondo - Gaffes

Con la prosopopea propria dell'uomo occidentale che sa il fatto suo e viene qui, in terre dimenticate da Dio e dal mondo, ad insegnare il bon ton, ho fatto una classica figura di merda.
Eravamo con la troupe in un parco molto bello alla periferia di Ho Chi Minh. Verdi campi da golf, ville pregiate, un bel lago artificiale. Stavamo per girare uno spot pubblicitario di una azienda di materassi. L'atmosfera era particolarmente tesa perche' l'agenzia pubblicitaria e il cliente si erano gia' scontrati ripetutamente con il regista, un vietnamita d'oltremare tanto bravo quanto arrogante.
Lo storyboard era piuttosto complicato. Diciamo pure una vera cagata realizzata da un creativo filippino. In 30" voleva raccontare 20 anni di vita di una famiglia e di un materasso con 3 lenti flashback e due scene contemporanee. Praticamente la scissione dell'atomo.
Quando uno degli attori scelti per interpretare il padre nella versione contemporanea arriva sul set, rimango colpito da un grosso neo sul suo collo. In realta', piu' che il neo, mi meraviglia vedere i lunghi peli, una decina di 7 o 8 centrimetri, che dal pelo si dipartono.
Con il piglio da problem solver, mi rivolgo all'addetta al casting e faccio chiamare la parrucchiera che in quel momento si stava occupando di un pestifero bambino che non voleva farsi tagliare il codino. Segnalo l'abominevole visione del neo peloso e chiedo di dare almeno una sforbiciata prima del ciak. Mi guardano come se fossi stato Jack lo Squartatore. La parruchhiera volta le spalle e va via sdegnata, la casting manager, piu' paziente, mi spiega che, per i vietnamiti, un neo peloso e' un buon segno, un portafortuna. Viene portato con orgoglio e nessuno si sognerebbe mai neanche di accorciare un pelo che dovesse arrivargli dal mento ai testicoli.
Ho sorriso, ringraziato per la preziosa informazione culturale e sono andato ad occuparmi del codino del bimbo pestifero sperando di avere miglior fortuna.

14 novembre 2006

Cose dell'altro mondo - Stranieri

Ogni volta che ci si incontra, ci si scambia un sorrisetto complice.
Come ci fosse un sottinteso, che so: "questa e' la nostra america" o "anche tu innamorato eh?".

Ovviamente l'incrocio avviene di solito nei bar e nei ristoranti, di notte. Ma anche spesso al Citimart, il supermercato di Saigon Square, decisamente occidentale nello stile, cosi' lontano dai mercatini e negozietti e cosi' rilassante per chi non conosce la lingua e puo' infilare pacchi nel carrello e pagare alla cassa senza spiccicare verbo.

Ma l'atmosfera piu' affettuosa fra gli stranieri qui in Viet Nam si ritrova negli sguardi che si sfiorano, per minuscoli istanti, quando si e' per la strada. Esci di casa, calpesti un marciapiede o ti muovi in scooter e ti imbatti in una testa bionda, in una cravatta, in un naso lungo e ti scambi un cenno di intesa, sollevando il mento. Anche se quel tipo li' non l'hai mai visto prima, persino se viene, poveretto, dal Belgio, e' pur sempre un fratello di vita vietnamita. Avra' anche lui una ragazza carina, anche lui, in ufficio, come te affronta i deliri dei colleghi locali, si gode la vita notturna, si chiede quanto durera'.

Magari piu' che la provenienza da un estero vasto come e' il resto del mondo, unisce proprio questo senso di precarieta' esistenziale. Da un lato si tende a vietnamizzarsi, imparando la lingua, mangiando cibo locale, usando con perizia le bacchette, imitando ritmi e stili del luogo. Dall'altro sappiamo di essere nomadi, temporaneamente prestati a questo luogo. Anche dovessimo restarci per sempre, non saremmo mai davvero a casa. Forse non lo saremo comunque mai piu'.

12 novembre 2006

Cose dell'altro mondo - La prima volta

Vung Tau – Viet Nam (8/17 aprile 2006)

Partenza da Roma l’8 aprile. Mi sveglio alle 4, il taxi prenotato arriva alle 4.30, ma all’ultimo momento me lo cambiano (arriva Latina 32): per fortuna non ritarda.

Col tassista parliamo delle imminenti elezioni – che mi perderò. A lui piace Fini, ma non sa spiegarmi perché. Lo intorto con un po’ di chiacchiere alle quali non sa che rispondere che non conosce ciò di cui parlo. Ho un sonno bestiale.

All’aeroporto i bar sono chiusi fino alle 6.30

L'arrivo a Parigi e' regolare, ma ci sono 7°, sono vestito in modo intermedio, né in tenuta primaverile europea né in quella estiva vietnamita.

Ho il check-in alle 11 e cerco il responsabile Vietnam Airlines del volo 2C-CDG. Pago le tasse aeroportuali, ma c’è la lista d’attesa – per overbooking - e rischio di dover partire il giorno successivo: il mio biglietto è “no fare”, in quanto me lo forniscono le linee aeree come sponsorizzazione del documentario che vado a girare. Per questo sono anche l’ultimo della lista d’attesa. Devo riprovare il check-in alle 13.20 e l’imbarco è previsto alle 13.15!

Riesco a imbarcarmi per fortuna. La partenza è regolare e in orario.

L’aereo è un Boeing 777-200 di colore Blu. Ci sono circa 500 posti, tutti occupati.
Le hostess indossano il tradizionale costume rosso porpora.
Questi aerei hanno una telecamera sotto la cabina che mostra il decollo e la prima fase del volo e l’atterraggio fin dal momento in cui l’aereo comincia a scendere di quota.

Il pranzo in volo prevede:
• terrina di pollo e limone – una fettina di limone…
• gamberi in salsa curry
• riso thai e piselli
• dolce
• vino

Per colazione ci saranno:
• uova sode in salsa Mornay e salsiccia (un piccolo wurstel)
• insalata di frutta
• yogurt
• cornetto
• marmellata
• succo d’arancia
• caffé

Voliamo a circa 12000 m di altezza, la temperatura fuori è costantemente intorno ai 50° sotto zero, la velocità al suolo di 1000 km orari.

Il volo da Parigi a Hanoi dura 11:35 h, a causa del fuso orario – 5 ore in più in Vietnam, quando da noi c’e’ l’ora legale, altrimenti sono 6 – si giunge nella capitale di mattina presto.

Sorvoliamo l’India e sul monitor appaiono nomi affascinanti come Calcutta, Chittagong, Pagan, Mandalay, Vientiane
Nella mappa più ampia si vedono Phuket, Colombo, Bali, Brunei, Golfo del Bengala.
E poi appaiono l’Himalaya, e le nazioni, oltre l’India: la Birmania, la Tailandia, il Laos, la Cambogia, l’Indonesia. E Banda Aceh con la memoria recente dello Tsunami di due anni fa.

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09 novembre 2006

Cose dell'altro mondo - Scopriamo gli altarini

Per quel che vedo, i vietnamiti sono un popolo piuttosto laico. Magari un po' scaramantico, persino superstizioso, ma assai lontano tanto dal fondamentalismo religioso che da quello agnostico. Un po' a spanne, direi che hanno un'intensa vita spirituale che discende dagli elementi filosofici del confucianesimo, del taoismo e del buddhismo - fusi in quella che viene chiamata Tam Giao, la tripla relgione - con una spruzzatina di antichi elementi animisti e di cristianesimo.

Nonostante ci sia un regime, del resto, la pratica religiosa e' completamente libera. Accanto alla maggioranza di buddhisti, il 10% della popolazione si dichiara cattolica e sono presenti anche 2milioni di caodaisti, 200mila protestanti, qualche musulmano e pochi indu.

Proprio in virtu' di questa condizione, non nego di essere rimasto stupito nel vedere che in quasi tutti i negozi, locali e uffici sono presenti degli altarini votivi, "ong dia" , dedicati a Buddha o ad altri spiriti e divinita'.
Questi tempietti, una volta collocati, non possono piu' essere spostati. Di fronte alle raffigurazioni divine vengono poste offerte come frutta, bevande, dolciumi e si acendono bastoncini di incenso.

Naturalmente gli altarini sono presenti anche in moltissime abitazioni. Tranne in quella in cui vivo. Sara' per questa ragione, dice la mia ragazza, che una notte ho visto dei fantasmi aleggiare allegramente sul mio letto.

08 novembre 2006

Cose dell'altro mondo - Da non perdere

Gettate via i nani da giardino e Padre Pio! E' ora di cambiare l'arredamento kitch della vostra casa di citta' o di campagna. Questa e' un'offerta che non potete lascarvi sfuggire:

In Viet Nam, a un costo estremamente limitato, e' possibile acquistare, ad ogni angolo di strada, un bel busto per il soggiorno o una statua a figura intera per il giardino. Tutte bianche, spettrali e raffiguranti Ho Chi Minh. Non solo provocherete l'invidia di vicini e amici, ma lancerete una nuova moda che presto tutti seguiranno.

Come resistere al fascino dell'arte popolare socialista?
Con soli 1.200.000 VietNam Dong, circa 60 euro, vi portate a casa il mega-busto in gesso alto 120cm e largo 95cm. Per la mensola del camino, invece, la statuetta da 20cm e' perfetta e costa appena 1 euro e 50.

Mettete il capoccione di "zio Ho" nell'atrio del vostro condominio ed anche l'amministratore ve ne sara' grato.

07 novembre 2006

Cose dell'altro mondo - Piedi

Che ne sara' delle scarpe chiuse?
Sulle prima avevo qualche resistenza. Al mare va bene, ma camminare in citta' in sandali o ciabatte mi pareva poco consono. Ma poi mi sono detto che se non ci si prende certe liberta' all'altro capo del mondo, vuol dire che si e' irrimediabilmente repressi.
Ancora non oso farlo quando mi reco in ufficio, ma nelle ore libere, camminando per la citta', come tutti gli altri vietnamiti di qualsiasi eta' ed estrazione sociale, vado in giro in ciabatte.
Del resto, nel mio ufficio, quasi tutti i colleghi le usano e le signore sono solite lasciare le scarpe sotto la scrivania e girare per le stanze a piedi nudi.
In molti negozi si entra a piedi nudi come in una pagoda. Per le strade cittadine, nei caffe', nei ristoranti i piedi sono sempre bene in vista e, bisogna ammetterlo, sono nella grandissima maggioranza dei casi, puliti e curati. Ogni parrucchiere per uomo e donna offre anche il servizio di manicure e pedicure.
Non e' raro percio' vedere gente che, in pubblico, si tocca i piedi, per un breve massaggio o per ripulirli di qualche porcheria.
Il massaggio poi e una tradizione orientale. A Bangkok, vicino all'albergo in cui ho soggiornato, sono stato in un laboratoro specialzzato in massaggi ai piedi, con tanto di poster sulla riflessologia. La cosa particolare era che i clienti sedevano su comode poltrone nella vetrina del negozio, in modo che i passanti potessero assistere al massaggio e magari venirne attratti.
Alla fine viene da chiedersi perche' siamo tanto vergognosi, al punto da bistrattare - e a volte esaltare morbosamente - dette estremita'. Conosco certa gente che farebbe meglio a nascondere la faccia!

05 novembre 2006

Cose dell'altro mondo - Elastici

Qui in Vietnam si fa un uso esagerato di elastici.
Ovunque se ne trovano raccolti a centinaia. Nei negozi, negli uffici, nelle cucine, nei frigoriferi, sulle tolette delle signore...

Con straordinaria manualita', le commesse li avvolgono attorno al collo delle buste di cellophane o di carta per chiuderle a prova di formica. Persino i succhi di frutta sono venduti dentro piccole buste trasparenti serrati da un elastico rosso, giallo o verde.
Le ragazze li utilizzano per raccogliere a coda di cavallo i bei capelli corvini che poi, come fruste, schiaffeggiano l'aria mentre scorazzano sui motorini per le strade di Ho Chi Minh City.

Mi ricordo da bambino che ce ne erano tanti di elastici sulla scrivania nell'ufficio di mio padre. Li rubavamo con i miei fratelli per lanciarceli addosso a distanza o colpirci da vicino sulla pelle scoperta. Papa' li usava per tenere insieme documenti affini, che poi finivano dentro i faldoni negli scaffali dell'archivio.

Poi non e' che siano scomparsi dalla mia vita - sarebbe peraltro patetica la nostalgia dell'elastico di gomma - ma la loro presenza si e' ridotta sensibilmente, sostituiti da piu' pratici ed evoluti strumenti buste con scotch incorporato, mollette da cucina, corti e sottili fili di ferro imbragati dentro leggeri preservativi di plastica colorata, per tacere del velcro.

04 novembre 2006

Cose dell'altro mondo - Ora lo so

D'accordo, ci ho messo oltre 3 mesi e nel frattempo ho anche trascorso un ameno periodo in ospedale. Ma finalmente ho capito. O almeno credo di aver capito alcune cose.
Intanto quello che dice la donna che ogni mattina cantilena sotto la mia finestra, trasportando a mano o in bicicletta un carrettino.
Come in una nenia rurale, salmodia "Chai ban khong", "chai ban di". Acquista insomma spazzatura pregiata come bottiglie di plastica, lattine, contenitori e qualsiasi cosa riesca poi a rivendere.
Spesso si tratta di ragazze giovani, col volto quasi sempre coperto dalla classica mascherina per proteggersi dal sole e dall'inquinamento.
Sulle spiagge invece sono i ragazini che raccolgono dalla sabbia le lattine che i bagnanti gettano via senza rispetto. Per la spiaggia, per il commercio e per il riuso.
Poi ho capito che i campanellini che risuonano per la strada non sono l'accompagnamento musicale di monaci buddhisti.
Tra l'altro di suoni metallici se ne distinguono almeno due.
Uno dal tono piu' argentino indica che in zona c'e' chi sta cuocendo un tipo di vermicelli di riso in brodo con carne di manzo, dentro il pentolone di latta di un chioschetto mobile. Da alcune case si diffondono allora gli ordinativi ("hu tieu") il cameriere nomade corre a farsi dare i piatti fondi con la soup, le bacchette e i cucchiai che poi andra' a recuperare, vuoti e da lavare, sui gradini, davanti ai cancelli delle case. Ogni soup a domicilio costa 10.000 VietNam Dong, circa 50 centesimi di Euro.
L'altro scampanellio in realta' e' piu' simile allo strofinamento di due oggetti metallici incongrui, come una forchetta e una grattugia. Annuncia l'arrivo di un massaggiatore a domicilio. L'omino ti mette seduto e si impossessa delle tue spalle per farti passare il torcicollo o rilassare i muscoli incordati (all'incirca 1 euro).
Altri rumori dalla strada provengono dal venditore di pane che, come il nostro ombrellaio/arrotino, ha ormai sposato la tecnologia di un messaggio registrato, e dalla musichetta del carrettino dei gelati.
Di sera un rattaccio fa zigzag per la strada fangosa sulla quale tutte le ruote dei carretti hanno lasciato una traccia. Non squittisce, forse perche' non ha nulla da vendere o da comprare.