Il Malpensante
Pier Paolo Pasolini:
"Io so i nomi di coloro che, tra una messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali. Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli. Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi."
Tratto da: P.P.Pasolini "Scritti Corsari" Milano, Garzanti, 1977
 

23 giugno 2006

Ciao Chiara

21 giugno 2006

Intercettazioni

Trovo demenziale il dibattito sulle intercettazioni che, tanto per cambiare, divide il centrosinistra.
Non dovrebbero esservi dubbi sull'uso delle intercettazioni a fini giudiziari.
Si può discutere sull'uso informativo delle conversazioni trascritte a fini, diciamo così, etico-politici.
Per esempio, nel caso della conversazione Fassino-Consorte, credo sia utile sapere che il segretario del mio partito parla in quel modo della scalata ad una banca con un manager. Ancorché non vi sia rilevanza penale nel suo comportamento, dal punto di vista politico, quella conversazione ha sensibilmente ridotto la mia stima per Fassino.

Altrettanto chiari dovrebbero apparire due problemi connessi a questo fenomeno, che non vanno lasciati come patrimonio garantista della destra:

1) quando alcune conversazioni non sono parte delle trascrizioni di un'inchiesta e quindi neanche nella disponibilità dei magistrati - era appunto il caso della telefonata di Fassino - e finiscono sui giornali, c'è qualche servitore dello stato che si comporta in modo illecito e non fa un gran servizio alla giustizia

2) quando nelle intercettazioni non penalmente rilevanti, appaiono, accanto a personaggi politici, altri personaggi (vallette, presentatrici, solo per stare al caso recente), non è corretto che vengano sputtanate in quel modo.

Insomma, non vanno limitate le intercettazioni legate a inchieste giudiziarie, ma vanno trovate soluzioni per limitare l'abuso dei media nella pubblicazione indiscriminata di conversazioni private e senza rilievi per le inchieste. Non è fin troppo ovvio?

19 giugno 2006

Il drago e la farfalla

Il 16 giugno, con l'inaugurazione al Vittoriano di una mostra di arte contemporanea e di costumi tradizionali organizzata dal critico Angelo Bucarelli, si è aperto uno stimolante festival dedicato alla cultura vietnamita.

Per un mese, in giro per Roma e provincia ci si potrà imbattere in manifestazioni dedicate all'arte, al cinema, alla fotografia, alla moda e alla gastronomia di un grande paese come il Vietnam. Un paese noto ai più per la guerra contro gli USA e amato da tutti quelli che hanno avuto modo di apprezzarne la storia, la natura e la grande umanità della popolazione.

Dal 21 giugno a Palazzo Valentini, sede della Provincia, sarà possibile visitare la mostra di immagini realizzate da un fotografo d'eccezione, l'ambasciatore italiano ad Hanoi, Alfredo Matacotta Cordella. Nella stessa sede, la stilista Minh Hanh presenterà una serie di sue creazioni in una suggestiva sfilata.

Il 23 giugno a Monteporzio Catone si terrà un seminario sulla cooperazione economica: "vetrina sull\'economia vietnamita" che evidenzierà le grandi opportunità in un paese che ha un tasso di crescita annuale superiore all'8%.

A Villa Pamphili, martedì 27 giugno, si potrà partecipare a un seminario sul volontariato.

Dal 3 all'8 luglio, alla Città del Gusto di via Fermi, avrà luogo il "Food show" dedicato alle invitanti specialità gastronomiche vietnamite, con possibilità di assaggio e lezioni di preparazione dei cibi da parte di alcuni chef.

Il 5 luglio, un seminario sul turismo che si terrà all'Auditorium, farà il punto sulle straordinarie potenzialità di un paese che offre, a prezzi contenuti, esperienze turistiche di estremo interesse, con località balneari, città storiche e d\'arte, natura selvaggia di notevole pregio.

Infine, dal 10 al 15 luglio, nei giardini di Piazza Vittorio, verrà offerto ai cinefili il meglio del cinema vietnamita, con film di Tran Anh Hung, Tony Bui e Pham Nhue Giang.

"Il drago e la farfalla", questo il nome della manifestazione, fa parte delle manifestazioni organizzate dalla Provincia di Roma nell'ambito dei "Festival di Primavera". E' un'occasione per chi già ama il Vietnam di approfondire le sue conoscenze o di richiamare piacevoli ricordi. Per chi invece non ne sa granché, è una interessante opportunità per conoscere alcuni aspetti di questo straordinario paese.

18 giugno 2006

Parole, parole, parole

Era il 18 gennaio.
Il ministro della difesa dell'allora in carica gobierno Berluscaz, l'ineffabile Antonio Martino, interveniva davanti alle commissioni Difesa ed Esteri della Camera e del Senato riunite.
In quell'occasione, ufficialissima e formalissima, mr. Martino dichiarava:
"L'operazione militare Antica Babilonia ultimerà gradualmente il proprio mandato nel corso dello stesso anno 2006 e sarà considerata conclusa alla fine dell'anno, avendo definitivamente compiuto la propria missione".

Il piano di "riconfigurazione del contingente italiano" (sic) prevedeva due fasi: riduzione da 3.200 a 1.600 unità entro la metà del 2006 e ritiro dell'intero contingente entro la fine dell'anno.

Ora, che un programma del tutto analogo, presentato da Massimo D'Alema in qualità di ex candidato alla presidenza della repubblice e della camera, nonché nel ruolo di Ministro degli Esteri venga considerato dalla CdL come una fuga appare quantomeno discutibile.

A meno di non voler prendere per buone quelle frasi che lo stesso Martino aveva pronunciato in una sede non tanto ufficiale e formale, quale un'intervista giornalistica:
"Trasformeremo la missione da prevalentemente militare a prevalentemente civile", con tanto di sigla pronta per la missione: Prt-Provincial Reconstruction Team.
Una missione formata da 30 funzionari della Farnesina e 1.000 (MILLE!) militari.
In quest'ottica, la rinuncia al ruolo civile di 1000 soldati appare davvero una fuga. Ma dalle chiacchiere.