Maggioranza e rappresentatività
Caduta la candidatura di Ciampi quale successore di Ciampi al Quirinale, si riapre il toto-presidente.
Nel centrosinistra tiene banco l'ipotesi D'Alema. E' certamente un nome forte che, almeno all'interno della coalizione di maggioranza, riceve più consensi che dissensi. Al punto da aver spinto i DS, con il favore del neo presidente della Camera, Bertinotti, a optare per giungere prima alla elezione del Capo dello Stato e solo in seguito all'incarico a Prodi per la formazione del nuovo governo. E il Professore non l'ha presa troppo bene.
Ma può D'Alema essere Presidente?
Certamente ne ha titoli politici e istituzionali, umani e morali. Non si può escludere che col tempo possa conquistare anche un ampio consenso nel Paese, ma in questo momento è del tutto evidente che gran parte degli italiani non si riconoscerebbe in lui. E non perché ex-comunista o per gli anatemi lanciatigli contro da Berlusconi e soci: altri, come Giorgio Napolitano, hanno caratteristiche comuni, ma sembrano più idonei.
La ragione per cui Massimo D'Alema rischia di dividere più che di unire, dipende più dal suo atteggiamento personale e dalla sua visione politica: è la weltaschauung che lo rende inadatto al ruolo.
Sarebbe opportuno scegliere invece una persona che, al di là dell'endorsement ricevuto dall'opposizione, venga riconosciuto come una figura autorevole e capace di rappresentare l'intero Paese anche da chi non la pensa come lui.
Detto questo, non regge la polemica di Berlusconi sul fatto che il centrosinistra debba cedere agli avversari la Presidenza della Repubblica perché il Paese è spaccato a metà.
Nel 2001 la CdL aveva la maggioranza dei seggi alla Camera e al Senato, pur avendo meno del 50% dei voti al proporzionale e circa il 46% nel maggioritario. Nel 1994 non aveva neanche la maggioranza dei seggi al Senato.
Berlusconi al governo, nonostante questi dati, non ha certo concesso al resto del paese, in gran parte rappresentato dall'opposizione, spazi istituzionali o politici. Si è giovato della maggioranza parlamentare, per ottenere le leggi ad personam, ha modificato la Costituzione e la legge elettorale. Berlusconi non ha perciò alcun diritto di chiedere atti bipartisan alla attuale maggioranza del Parlamento.
I grandi elettori, per lo meno la maggioranza che deciderà il nome del nuovo inquilino del Quirinale, tengano conto della rappresentatività di quel nome nei confronti del Paese e non del gradimento del centrodestra.


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