Il Malpensante
Pier Paolo Pasolini:
"Io so i nomi di coloro che, tra una messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali. Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli. Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi."
Tratto da: P.P.Pasolini "Scritti Corsari" Milano, Garzanti, 1977
 

18 giugno 2006

Parole, parole, parole

Era il 18 gennaio.
Il ministro della difesa dell'allora in carica gobierno Berluscaz, l'ineffabile Antonio Martino, interveniva davanti alle commissioni Difesa ed Esteri della Camera e del Senato riunite.
In quell'occasione, ufficialissima e formalissima, mr. Martino dichiarava:
"L'operazione militare Antica Babilonia ultimerà gradualmente il proprio mandato nel corso dello stesso anno 2006 e sarà considerata conclusa alla fine dell'anno, avendo definitivamente compiuto la propria missione".

Il piano di "riconfigurazione del contingente italiano" (sic) prevedeva due fasi: riduzione da 3.200 a 1.600 unità entro la metà del 2006 e ritiro dell'intero contingente entro la fine dell'anno.

Ora, che un programma del tutto analogo, presentato da Massimo D'Alema in qualità di ex candidato alla presidenza della repubblice e della camera, nonché nel ruolo di Ministro degli Esteri venga considerato dalla CdL come una fuga appare quantomeno discutibile.

A meno di non voler prendere per buone quelle frasi che lo stesso Martino aveva pronunciato in una sede non tanto ufficiale e formale, quale un'intervista giornalistica:
"Trasformeremo la missione da prevalentemente militare a prevalentemente civile", con tanto di sigla pronta per la missione: Prt-Provincial Reconstruction Team.
Una missione formata da 30 funzionari della Farnesina e 1.000 (MILLE!) militari.
In quest'ottica, la rinuncia al ruolo civile di 1000 soldati appare davvero una fuga. Ma dalle chiacchiere.