Parole, parole, parole
Era il 18 gennaio.
Il ministro della difesa dell'allora in carica gobierno Berluscaz, l'ineffabile Antonio Martino, interveniva davanti alle commissioni Difesa ed Esteri della Camera e del Senato riunite.
In quell'occasione, ufficialissima e formalissima, mr. Martino dichiarava:
"L'operazione militare Antica Babilonia ultimerà gradualmente il proprio mandato nel corso dello stesso anno 2006 e sarà considerata conclusa alla fine dell'anno, avendo definitivamente compiuto la propria missione".
Il piano di "riconfigurazione del contingente italiano" (sic) prevedeva due fasi: riduzione da 3.200 a 1.600 unità entro la metà del 2006 e ritiro dell'intero contingente entro la fine dell'anno.
Ora, che un programma del tutto analogo, presentato da Massimo D'Alema in qualità di ex candidato alla presidenza della repubblice e della camera, nonché nel ruolo di Ministro degli Esteri venga considerato dalla CdL come una fuga appare quantomeno discutibile.
A meno di non voler prendere per buone quelle frasi che lo stesso Martino aveva pronunciato in una sede non tanto ufficiale e formale, quale un'intervista giornalistica:
"Trasformeremo la missione da prevalentemente militare a prevalentemente civile", con tanto di sigla pronta per la missione: Prt-Provincial Reconstruction Team.
Una missione formata da 30 funzionari della Farnesina e 1.000 (MILLE!) militari.
In quest'ottica, la rinuncia al ruolo civile di 1000 soldati appare davvero una fuga. Ma dalle chiacchiere.




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