Intercettazioni
Trovo demenziale il dibattito sulle intercettazioni che, tanto per cambiare, divide il centrosinistra.
Non dovrebbero esservi dubbi sull'uso delle intercettazioni a fini giudiziari.
Si può discutere sull'uso informativo delle conversazioni trascritte a fini, diciamo così, etico-politici.
Per esempio, nel caso della conversazione Fassino-Consorte, credo sia utile sapere che il segretario del mio partito parla in quel modo della scalata ad una banca con un manager. Ancorché non vi sia rilevanza penale nel suo comportamento, dal punto di vista politico, quella conversazione ha sensibilmente ridotto la mia stima per Fassino.
Altrettanto chiari dovrebbero apparire due problemi connessi a questo fenomeno, che non vanno lasciati come patrimonio garantista della destra:
1) quando alcune conversazioni non sono parte delle trascrizioni di un'inchiesta e quindi neanche nella disponibilità dei magistrati - era appunto il caso della telefonata di Fassino - e finiscono sui giornali, c'è qualche servitore dello stato che si comporta in modo illecito e non fa un gran servizio alla giustizia
2) quando nelle intercettazioni non penalmente rilevanti, appaiono, accanto a personaggi politici, altri personaggi (vallette, presentatrici, solo per stare al caso recente), non è corretto che vengano sputtanate in quel modo.
Insomma, non vanno limitate le intercettazioni legate a inchieste giudiziarie, ma vanno trovate soluzioni per limitare l'abuso dei media nella pubblicazione indiscriminata di conversazioni private e senza rilievi per le inchieste. Non è fin troppo ovvio?




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