Pillole elettorali (-6)
Schizofrenia: come altrimenti definire il diverso atteggiamento di Berlusconi tra il primo e il secondo match.
Due settimane fa smaniava, disegnava nervosamente misteriosi ghirigori, sforava sistematicamente i tempi delle risposte, sbagliava il verso della telecamera, toppava clamorosamente la dichiarazione finale.
Stasera, era maggiormente controllato, ma passava da un tono offeso e tagliente fino alla perfidia all'aria saputa dell'uomo del fare che cita numeri e date, spesso inventati, per convincere gli interlocutori che lui ha ragione a gli altri torto.
Poi il repentino cambio nel finale, questa volta rispettando i 2'30" a disposizione. Qui si è rivisto il suadente venditore del 1994, quello che considera il pubblico - e quindi gli elettori - degli "undicenni neanche troppo intelligenti".
Il botto, l'abolizione dell'ICI - naturalmente in assenza di contraddittorio, come a lui piace e come gli hanno spesso consentito di fare i giornalisti servi - è stata la mossa finale e disperata di chi non sa più che pesci prendere.
Una mossa che, a 6 giorni dal voto, può avere due effetti: convincere i più affezionati clienti di Vanna Marchi con l'elisir di lunga vita del Dottor Dulcamara o al contrario spingere anche i più dubbiosi nelle braccia di Prodi: l'ennesima promessa non può che ricordare il "vi prometto le promesse" di Cetto Laqualunque.




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