Per un 2006 Berlusconi-free
Si è chiuso un anno nel quale si sono notati timidi segni di ripresa, dopo un periodo davvero nerissimo.
Non che le cose vadano bene, ma in vari settori è parso di notare un promettente rilancio. E non si parla di economia. Mi riferisco in particolare allla cosidetta "questione morale" che, dopo il sonno della ragione degli anni del Berlusconismo più feroce, sembra tornata di attualità.
La patetica fine dei "furbetti del quartierino" e dei loro sodali istituzionali, in primis l'ex governatore della Banca d'Italia Fazio, ha dato uno scossone anche al mondo politico. Si è risvegliata dal torpore anche quella parte dei DS che si era (ingenuamente?) fidata di marpioni el capialismo mascherati da progressisti come il boss di Unipol Consorte
La nomina di Mario Draghi al vertice di Banca d'Italia non è quindi stata solo una scelta, bipartisan, del tutto condivisibile sotto il profilo tecnico. Va soprattutto nella direzione di un recupero di dignità morale e istituzionale che si era perduta.
E così, mentre la magistratura fa, come è giusto, il suo dovere indagando intorno alle vicende delle OPA Antonveneta e BNL, con tutto il corollario di patrimoni di incerta origine di palazzinari e banchieri, il nuovo anno inizia con uno spirito nuovo.
Per fare pulizia, non resta che ad aprile venga licenziato il Cavaliere, e con lui tutto il suo entourage di modesti comprimari e azzecca garbugli. E che Prodi con il centrosinistra dimostrino di aver imparato, una volta per tutte, la lezione degli ultimi 10 anni.




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