I peggiori siamo noi
In un periodo in cui, tra curve calcistiche e parlamentari della Lega, è tutto uno squallido florilegio di offese razziali, una interessante ricerca di una équipe di genetisti dell'università della Pennsylvania ha scoperto il gene Slc24a5.
Si tratta di un piccolo frammento di DNA che determina fin dalla nascita la quantità di granuli di melanina. Maggiore è questa quantità, più la pelle è scura.
E' questo gene che determina il colore della pelle, quindi, e non la "razza".
Ma la notizia più interessante, quella che smonta le insulse castronerie razziste, riguarda il fatto che il gene originario è quello presente, nella sua massima espressione, tra gli africani, mentre il gene dei bianchi europei è la versione mutata e depotenziata.
Discendiamo dagli africani, "dai negri" - sì, anche Paolo DI Canio - e ci siamo solo guastati col tempo.
Del resto, è noto che il colonialismo europeo abbia portato malattie sconosciute e mortali nelle aree vergini nelle quali popolazioni indigene e sane vivevano serenamente. Insomma, i più tarocchi del mondo siamo proprio noi. E ci atteggiamo a razza superiore.


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Quanto accade all'interno e in prossimità della Cappella Sistina durante il Conclave è di solito destinato a rimanere celato, nonostante qualche cardinale chiacchierone confidi anonimamente ai giornalisti taluni retroscena.
"L'invasione dell'IRAQ è stata un atto di banditismo, di puro terrorismo di stato, che dimostra un disprezzo assoluto per il concetto stesso di legge internazionale."
Fin da gennaio del 2004, il giudice federale brasiliano Julier Sebastiao de Silva, appellandosi al “diritto di reciprocità”, ha ordinato alla polizia di sottomettere i cittadini Usa agli stessi controlli che gli Stati Uniti hanno deciso di imporre agli stranieri, come la rilevazione delle impronte digitali. 
