Il Malpensante
Pier Paolo Pasolini:
"Io so i nomi di coloro che, tra una messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali. Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli. Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi."
Tratto da: P.P.Pasolini "Scritti Corsari" Milano, Garzanti, 1977
 

15 marzo 2005

Il trappolone

Nonostante l'enorme distanza ideologica, Alessandra Mussolini non riesce ad essermi antipatica. E' una persona vera, schietta, molto teatrale e ha una mentalità molto aperta, come dimostrano tante sue prese di posizione sulla sessualità, sul ruolo femminile, sui diritti dell'ndividuo. Forse senza il cognome e la parentela, non avrebbe fatto politica. E se avesse fatto politica, in quel caso, non si sarebbe trovata con i neo-fascisti. Invece ha avuto come compegni di merende Fini & co. e persino Berlusconi.
COsa ci faccia la Mussolini con l'opportunismo dei colonnelli aennini o il tuttismo berlusconiano non si capiva. E infatti alla prima seria crisi ideologica - quando tra l'altro le hanno toccato i suoi cari, e lo ha fatto per giunta, in sprezzo del ridicolo, lo stesso figuro che pochi anni fa eleggeva nonno Benito "più grande statista del secolo"! - Alessandra ha mollato e si è accasata con i più severi sacerdoti del fascismo becero e razzista. Una davvero strana alleanza: se si esclude la nostalgia familiare, la Mussolini ha infatti ben poco a che spartire con Fiore e Tilgher su moltissimi temi.
Ma questa coalizione dell'estrema destra ha un forte potere evocativo nei confronti di quanti si sono sentiti traditi da Fini e AN, approdati ad una politica a-ideologica, palesemente appecoronata ai desiderata berlusconiani solo per democristianissime smanie di poltrone - nonostante i distinguo, più verbali che sostanziali, della destra sociale di Alemanno.
L'attacco alla Mussolini e ad Alternativa Sociale è quindi stato premeditato. Non dovrebbe essere difficile per i vertici di AS scoprire chi si è infiltrato nel movimento per fingere la raccolta delle firme per la presentazione alle elezioni regionali e combinare il patatrac. Troppo palesi e numerosi gli errori, per pensare a piccole furbizie di oscuri militanti di estrema destra. Più facile pensare ad una trappola studiata ad arte da quel volpone di Storace: presentazione di firme false, alcune in modo talmente evidente (celebri attori, date di nascita inesistenti...) da dover richiedere inevitabilmente un intervento della magistratura.
Proprio perché così spontanea e a suo modo ingenua, Alessandra Mussolini ci è cascata con tutte le scarpe. Quale che sarà poi la strada che prenderanno le vicende giudiziare ed elettorali, la prossima volta si farà più attenta: la vendetta dei suoi ex-colleghi di partito non si è ancora consumata.

09 marzo 2005

Quante altre storie come questa?

E' molto probabile che la morte di Nicola Calipari sia dovuta al "tragico errore" del quale si è subito parlato.
La guerra è purtroppo improvvisazione. Mettere in mano delle armi a ragazzi, stanchi, spaventati, inesperti non può che portare a conseguenze così tragiche.
I militari americani presso l'aereoporto di Baghdad avranno certamente temuto un attacco terroristico e non sono andati troppo per il sottile, le procedure saranno state eseguite troppo in fretta ed hanno colpito l'auto dove viaggiano la Sgrena e due agenti dei servizi italiani.
L'evento ci colpisce direttamente perché viene coinvolto un italiano. E per giunta si tratta di un servitore dello stato che - e lo scopriamo solo dopo la sua morte - aveva dato prova di grandi capacità e si è immolato con un gesto eroico nel tentativo di salvare la vita alla giornalista del Manifesto.
Ma per un evento che attira la nostra attenzione, chissà quanti altri incidenti analoghi hanno colpito degli innocenti e sono passati sotto silenzio. Centinaia di iracheni, di cittadini normali, non di terroristi o guerriglieri, ma uomini e donne, bambini iracheni, sono caduti sotto i colpi dei tragici errori del "fuoco amico".
In molti casi non ne sapremo mai nulla. In altre occasioni gli americani hanno saldato i conti con poche migliaia di euro.
L'esercito americano non può riconoscersi una responsabilità diretta in questa tragedia e cavarsela senza pagare il fio per gli altri omicidi. Ecco perché Nicola Calipari non avrà giustizia.

01 marzo 2005

Rifiuti 2

Cesare Previti ha scritto.
Ha preso carta e penna e inviato una missiva al Presidente del Senato per chiedere che la legge sulla riduzione dei tempi di prescrizione, la cosiddetta "salvapreviti", venga messa ai voti per l'approvazione dopo la sentenza di appello nel processo in cui è coinvolto.
Intenderebbe così dimostrare il proprio disinteresse per i vantaggi che gli verrebbero concessi se la norma fosse approvata: chiusura dei processi a suoi carico. Naturalmente nessuno nella maggioranza ha preso sul serio la richiesta, ma tutti hanno elevato peana al beau-geste del noto corruttore di magistrati per conto di Berlusconi. Un'operazione assai furba, tutta rivolta alla comunicazione politica alla quale si prestano gli utili idioti di occasione (nella circostanza il prof. Marcello Pera).
Eppure "Cesarone" avrebbe un modo più efficace per eliminare ogni dubbio sulla volontà di approfittare di una legge fatta ad hoc per salvarlo dal carcere: rinunciare alla prescrizione. Questo rifiuto, più di qualsiasi lettera, servirebbe a ripulire l'aria dai fumi mefitici della polemica politico-giudiziaria. E soprattutto risparmierebbe al Paese una legge sommamente dannosa.