Il Malpensante
Pier Paolo Pasolini:
"Io so i nomi di coloro che, tra una messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali. Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli. Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi."
Tratto da: P.P.Pasolini "Scritti Corsari" Milano, Garzanti, 1977
 

10 dicembre 2005

La dignità

Fin da gennaio del 2004, il giudice federale brasiliano Julier Sebastiao de Silva, appellandosi al “diritto di reciprocità”, ha ordinato alla polizia di sottomettere i cittadini Usa agli stessi controlli che gli Stati Uniti hanno deciso di imporre agli stranieri, come la rilevazione delle impronte digitali.
Oggi chi dall'Italia intende recarsi negli Stati Uniti per turismo o affari deve richiedere un visto, a meno che non abbia la fortuna di possedere un passaporto a lettura ottica con foto digitale (si tratta di veri e propri pezzi da collezione, emessi a partire dal 26 ottobre 2005 dalle sole questure di Roma, Milano, Napoli, Palermo e Cagliari).
Per tutti gli altri poveri sventurati che hanno SOLO il passaporto emesso dal 26 ottobre in poi ma privo di foto digitale, è appunto necessario il visto d'ingresso.
Naturalmente ottenere questo visto è una rogna epocale. E' infatti necessario recarsi al consolato responsabile per la zona di residenza, presentarsi a un colloquio, pagare 85€, presentare documenti e sperare che il partner d'oltreoceano sia ben disposto nei nostri confronti.
Gli Stati Uniti, dopo gli attentati dell'11 settembre, hanno timori legati alla sicurezza interna e le loro disposizioni vanno comprese e rispettate.
Tuttavia sarebbe un segno di dignità che l'Italia si comportasse come il Brasile: reciprocità. Tutti i cittadini americani che visitano il nostro paese dovrebbero richiedere il visto all'Ambasciata Italiana o ai nostri consolati sul territorio americano.
Ma dal Berlusca e dagli altri giannizzeri nostrani di George W non possiamo certo attenderci alcuna dimostrazione di dignità.