Voglia di inciucio
In poco più di 24 ore, uno dopo l'altro, due ministri del moribondo governo in carica, lanciano messaggi all'opposizione.
Il primo è stato il superministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che ha disegnato un'ipotesi di Grande Coalizione alla tedesca al fine di salvare il paese dalla deriva. Nell'invito alla responsabilità rivolto agli avversari politici, fino a ieri arrogantemente vilipesi, omette colpevolmente di ammettere le colpe sue e della maggioranza della quale fa parte nel depauperamento economico e di immagine dell'Italia. Non è sospetto che non ci abbia pensato 3 anni fa quando le cose andavano già, con tuta evidenza, malissimo?
A stretto giro, il ministro della Difesa, ha proposto un accordo bipartsian per uscire dal pantano iracheno. Dopo aver picconato per mesi il pacifismo del centrosinistra, oggi Martino suggerisce un accordo all'opposizione per definire i termini della exit strategy. Evidentemente la crisi di Bush, il Nigergate e le ultime, atroci notizie sull'uso di armi chimiche da parte dell'esercito americano in IRAQ, suggeriscono una spartizione delle responsabilità, in modo da non affrontare senza rete il giudizio popolare anche su questo disastro del governo. Peccato non aver cercato l'accordo quando si doveva decidere se prendere parte alla guerra illegittima voluta dall'amministrazione americana e motivata da false prove contro l'IRAQ.
Sono gli ultimi colpi di coda di una maggioranza che ha preteso di governare come fosse un regime. E sono anche il segnale che la percezione della fine imminente ha ormai gettato nello sconforto anche i più arroganti tra i leader del centrodestra.
A poco serviranno le ultime leggi volute da Berlusconi come la riforma elettorale e l'abolizione della par condicio. Quand'anche venissero approvate non potrebbero modificare sostanzialmente l'esito dello scontro elettorale di primavera.
A patto naturalmente che nessuno, nel centrosinistra, ceda alla tentazione di inciuciare, magari mascherando gli accordi come se fossero gesti di responsabilità politica da parte di grandi uomini di stato. Speriamo che gli errori fatti da D'Alema in passato - tanto per non fare nomi - siano serviti d'esempio e che tutti nell'Ulivo e nella coalizione oggi all'opposizione siano consapevoli che di Berlusconi e dei suoi sodali non c'è da fidarsi. Mai.




0 Commenti:
Posta un commento
« Torna alla homepage