Una brillante famiglia
Mi piacciono i Guzzanti.Be', forse escluderei la più giovane, Caterina, che mi diverte poco.
Ma Corrado è un imitatore e un comico eccezionale. Da Prodi a Rutelli, da Bossi a Tremonti, le sue interpretazioni sanno cogliere gli elementi centrali del personaggio, quella caratteristica che ne definisce l'identità. Parodiare proprio questi aspetti è l'esercizio più efficace delle sue performance. E poi è divertente anche quando caratterizza gli stereotipi sociali: Lorenzo, Scafroglia, il massone, il poeta de paura... Il suo lavoro è sempre da ammirare.
Sabina è più cattiva, più diretta. Fa letteralmente a pezzi i personaggi che imita. Che si tratti di D'Alema o di Berlusconi, di Valeria Marini o della Annunziata, chiunque esce devastato dalla rappresentazione che l'attrice ne sa dare.
Tuttavia il mio preferito è il papà, Paolo Guzzanti. Noto come giornalista ed ora politico, della sua verve comica si rammenta solo una fugace imitazione telefonica del presidente Pertini in diretta con una trasmissione di Renzo Arbore. Oggi le cronache se ne occupano solo per mettere in luce la sua attività di senatore di Forza Italia e malignare sul suo passaggio ideologica dalla sinistra alla destra.
Si perde così di vista lo straordinario talento dell'uomo che, invece, da alcuni anni sta interpretando con inimitabile maestria il suo personaggio più riuscito.
Il Paolo Guzzanti odierno, vicedirettore del Giornale e parlamentare forzitaliota non è altro che l'imitazione dell'eponimo del trasmigratore politico e ideologico di cui, negli ultimi anni, abbiamo conosciuto tanti, più rozzi esempi, come Nando Adornato.
E' per questo che mi permetto di chiedere un lungo applauso alla straordinaria imitazione che Paolo Guzzanti fa di sé stesso.




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