Il Malpensante
Pier Paolo Pasolini:
"Io so i nomi di coloro che, tra una messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali. Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli. Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi."
Tratto da: P.P.Pasolini "Scritti Corsari" Milano, Garzanti, 1977
 

02 novembre 2005

Un paese normale?

E così la guerra sporca, l'invasione illegittima dell'IRAQ che ha provocato 20.000 morti tra gli iracheni, in gran parte civili, 2000 vittime tra i militari americani e oltre 30 italiani, non solo è stata dichiarata sulla base di pretesti falsi, ma ha potuto contare anche su patacche forse veicolate dai servizi segreti italiani. Naturalmente con il pieno appoggio del governo Berlusconi che non voleva lasciare nulla di intentato nella corsa al premio come miglior bushista del mondo, in competizione con gli amici Blair ed Aznar.
Ha un bel dire di essere sempre stato contro l'invasione di Baghdad: nei fatti, Berlusconi è stato fra i primi alleati di Bush. Ha appoggiato la filosofia della guerra preventiva e dell'esportazione della democrazia con le armi. Lo ha fatto con dei gesti inequivocabili, mandando a morire dei ragazzi italiani, spingendo i media di cui è proprietario a diffondere nell'opinione pubblica le menzogne prodotte dagli panzer dell'amministrazione USA per giustificare l'aggressione all'IRAQ.
In un paese normale, questi comportamenti avrebbero provocato iniziative della magistratura a tutela della costituzione, reazioni dell'opinione pubblica, prese di posizione nette da parte dell'opposizione e, in alcuni auspicabili casi, anche dei partner della maggioranza.
In un paese normale il capo dei servizi segreti si sarebbe dimesso. Il suo gesto avrebbe trascinato con sé i suoi referenti istituzionali, a cominciare dal ministro della Difesa per finire al sottosegretario alla presidenza del Consiglio che ha la dele ga per i servizi.
In un paese normale, il fallimento della guerra illegittima, i morti innocenti, le patacche spacciate per giustificare l'intervento, avrebbero spinto il premier a farsi da parte o almeno a chiedere agli elettori un segno di fiducia.
In Italia sono tutti invece al loro posto: Pollari, Martino, Letta. E ovviamente Berlusconi.
Ma l'Italia non è un paese normale. Se lo fosse, del resto, non avrebbe mai avuto Berlusconi come Presidente del Consiglio.