La faccia
Cesarone questa volta ci ha messo la faccia. Finora era pubblicamente rimasto ai margini della discussione sulla legge dai tanti nomi - ex-Cirielli, "salva-Previti" - dal momento che lo riguardava piuttosto da vicino. Se fosse stata approvata nella formulazione post-cirielli, avrebbe d'un colpo mandato in prescrizione i processi nei quali Previti è coinvolto e lo avrebbe salvato da probabili condanne definitive.In qualche rara intervista aveva fatto balenare l'ipotesi di voler rinuciare alla prescrizione per dimostrare che la norma voluta dalla maggioranza non era da considerarsi ad-personam.
Ma dopo l'emendamento UDC che ha escluso i processi successivi al primo grado di giudizio, cioè anche quelli nei quali è invischiato l'ex-ministro della Difesa (ma è mai possibile che abbiamo dovuto tollerare anche questo???), ha finalmente gettato via la maschera.
"Si arriva così al paradosso che una legge accusata di essere ad personam si è trasformata in una legge contra personam unam", ha sostenuto Previti.
E' una frase che contraddice tutte le teorie minimizzatrici della maggioranza sulla reale finalità di questa altra assurdità legislativa.
Basta una breve analisi per appurarlo.
Le accuse degli oppositori della legge - l'opposizione parlamentare, la magistratura, l'ordine forense - si basavano su due aspetti: il primo riguardava la diminuzione dei tempi di prescrizione per i reati e con le modalità che riguardavano proprio Previti; la seconda era che, pur di salvare l'avvocato e complice di Berlusconi, si provocava una vera e propria amnistia, cancellando un numero spaventoso di processi in corso, molti dei quali riguardavano reati gravissimi e odiosi come l'usura.
I fautori della ex-Cirielli replicavano che solo casualmente Previti veniva favorito da una norma che riguardava invece tutti i cittadini e tendeva al contrario a offrire una soluzione alle povere vittime sotto processo penalizzate dai ritardi dei famigerati magistrati scansafatiche.
Se Previti non c'entrava prima, non c'entra allora neanche adesso. Per alcuni reati, lo ha detto il Procuratore Generale di Cassazione, sarebbero stati cancellati fino all'80% dei processi già passati in Corte d'Appello. E Previti non poteva essere coinvolto in tutti.
E' vero, se proprio si voleva ridurre la discrezionalità dei giudici in materia di prescrizione si sarebbe almeno potuto non limitare l'esenzione dell'applicabilità della nuova normativa ai soli processi che hanno superato il primo grado di giudizio, ma attuare la norma solo ai procedimenti avviati in data successiva alla sua entrata in vigore. Ma in ogni caso, se la legge non era ad personam non può ora essere contra personam come sostiene Previti.
La sua protesta, adesso, dimostra invece la fondatezza di tutti i peggiori sospetti che hanno accompagnato il faticoso cammino di questa proposta.




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