L'Europa e le minoranze
Il Presidente Ciampi, a Zagabria per il vertice dei Capi di Stato dell'Europa centrale, ha sottolineato l'importanza del rispetto dei diritti delle minoranze in ambito comunitario."Anche la protezione delle minoranze - ha detto - trova nel quadro dei valori europei fondati sulla democrazia e lo stato di diritto la sua migliore tutela. Diventa fattore non piu' di potenziali contrasti tra gli Stati, ma di arricchimento reciproco e di crescita."
Nell'era della globalizzazione e della conseguente standardizzazione culturale, la sopravvivenza delle numerose minoranze esistenti al mondo appare in pericolo. Nel corso degli ultimi secoli, intere popolazioni sono scomparse, attraverso l'integrazione con le popolazioni maggioritarie nelle aree nelle quali vivevano. Culture, tradizioni, lingue sono state spazzate via.
Ai primi di luglio sono stato in Romania per girare un documentario sui sassoni della Transilvania. Si tratta di una popolazione che, giunta nella regione nel XII secolo, ha conservato fino ad oggi molte delle caratteristiche culturali che delineano l'identità di un popolo.
Provenienti dalle regioni del Lussemburgo, delle Fiandre e delle Valli del Reno e della Mosella, i sassoni della Transilvania furono all'inizio del XX secolo alcune centinaia di migliaia ed oggi, dopo le varie fughe dell'epoca comunista, culminate nel grande esodo del 1989 verso la Germania, quando la rivoluzione spazzò via il regime, sono ridotti a poco più di 15 mila unità.
Il destino di questo popolo orgoglioso, che vive immerso nella sua storia e rappresenta una enclave occidentale circondata dallo spirito levantino dei rumeni, sembra irrimediabilmente segnato. Ci sono ormai prevalentemente piccole comunità di anziani che vivono in località molto piccole, con sempre meno giovani disposti a tenere in vita, soprattutto geneticamente, questa minoranza.
Il mio progetto si è concentrato in particolare sul piccolo villaggio di Viscri dove oggi solo il 4% della popolazione è sassone. Tra i 25 sassoni rimasti nel villaggio c'è Caroline Fernolend che sta facendo enormi sforzi per salvare il salvabile, come la splendida chiesa fortificata, e rendere consapevoli i nuovi abitanti, zingari e rumeni, dell'importanze e del valore delle tradizionali case sassoni nelle quali vivono.
Le voci di altri sassoni che hanno resistito a dispetto delle difficoltà e dei timori del futuro, danno il senso della disperata volontà di sopravvivenza di una intera comunità. Anche se qualche speranza è emersa nell'intervista a Christel Ungar, giornalista sassone, responsabile dei programmi di lingua tedesca della TV pubblica Rumena, che ha espresso l'auspicio che l'ingresso della Romania nella UE, previsto per il 2007, spinga alcuni di quelli che sono partiti negli anni scorsi a tornare.
Le parole di Ciampi valgano allora come opportuno indirizzo agli organi comunitari perché intervengano ad aiutare comunità come quella sassone e persone come Caroline nella loro indispensabile battaglia culturale. I sassoni e le altre minoranze hanno rappresentato una straordinaria ricchezza per la Transilvania nel corso di quasi mille anni. La sopravvivenza delle loro tradizioni, delle loro lingue, delle loro peculiari culture sarebbe un valore per l'intera Europa.




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