Il Malpensante
Pier Paolo Pasolini:
"Io so i nomi di coloro che, tra una messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali. Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli. Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi."
Tratto da: P.P.Pasolini "Scritti Corsari" Milano, Garzanti, 1977
 

24 ottobre 2005

La farsa

La riforma costituzionale che sta per essere approvata a maggioranza dai due rami del parlamento, meglio nota come "devolution", non è solo un pacchetto di norme sbagliate e confuse: è soprattutto una riforma inutile.
Infatti non entrerà mai in vigore, dal momento che sarà spazzata via senza appello dal referendum confermativo a cui sarà sottoposta su richiesta dei parlamentari di opposizione. Referendum che, per questa ragione, la maggioranza vuole che si svolga il più tardi possibile, e comunque dopo e lontano dalle elezioni, al punto da aver ritardato l'approvazione della riforma a questo scopo.
Il bello è che gli autori di questo strappo costituzionale sono perfettamente consepevoli della fugace ed innocua apparizione della devolution tra gli articoli della Costituzione, ma interpretano, ognuno per una diversa ragione, uno specifico ruolo di questa farsa.
La Lega, in primis: potrà presentarsi al popolo leghista, in campagna elettorale, appuntandosi sul petto la medaglia della devolution, suo principale ed unico progetto politico, dalla fine delle pretese indipendentiste. E' una bufala, e lo sanno bene Bossi, Maroni e Calderoli. Ma che importa: l'elettorato leghista più rintontolito applaudirà con ardore, fra sventolii di verdi bandiere, la riforma che non sarà mai operativa.
AN e l'UDC se davvero avessere creduto che le norme devoluzioniste sarebbero diventate parte della Carta costituzionale, si sarebbero guardate bene dall'approvarle. Ma il referendum le cancellerà in un sol colpo: e allora perché sfasciare la coalizione, inimicandosi la Lega, quando si poteva fare il beau-geste di mostrarsi fedeli alla maggioranza senza che il paese corresse in realtà alcun pericolo? Se al momento del referendum saranno all'opposizione, non avranno più doveri nei confronti della Lega e potranno disinteressarsi della campagna referendaria (o addirittura prenderne parte a favore della abolizione, come taluni senza meno faranno).
Per Forza Italia e soprattutto per Berlusconi la Costituzione non rappresenta un problema. Che si approvi o meno la Devolution, che il referendum confermi o meno la riforma è faccenda di nessuna importanza. Serve a tenere insieme la coalizione? E allora vada per la devolution. Il proporzionale tiene dentro l'UDC e sega le gambe al nemico Follini? Ben venga il ritorno al proporzionale. Fini vuole far fuori Tremonti? Via Tremonti dalla porta, tanto poi rientra dalla finestra.
Con tutto quel che ha da fare, non si pretenderà mica che Berlusconi si occupi anche di governare? Ma che, davero davero!?!?