Il bugiardo
Tanto per non smentirsi, il Presidente del Consiglio, ha approfittato della trionfale giornata di ieri per un paio di bugie. Si tratta di menzognette quasi innocue rispetto ai suoi standard, evidentemente buttate là giusto per non perdere l'abitudine.Durante l'intervento di Enrico Franceschini della Margherita che gli ricordava di aver affermato, sul finire della socrsa legislatura, che il governo ulivista non avrebba potuto approvarsi da solo una riforma della legge elettorale, pena la mancata controfirma del Capo dello Stato, ha inveito, in favore di telecamera, nei confronti del parlamentare della Margherita gridando al falso.
Naturalmente è tutto vero, ci sono le agenzie dell'epoca mai smentite dall'ineffabile cavaliere, e bene ha fatto Franceschini a reclamare un giurì d'onore per stabilire chi affermasse il falso, giurì che l'arbitro ex-superpartes casini si guarderà bene dal concedere.
Come se non bastasse, vittima di un meritato castigo divino, il Berlusca è goffamente inciampato scendendo dalla pedana dei banchi del Governo e provocandosi una lieve distorsione alla caviglia. Ha immediatamente cercato un capro espiatorio - lui non può essere goffo, mai! - dichiarando di essere stato spinto da dietro e di aver masso il piede sull'estremità di qualcuno che era davanti a lui.
Ma la nemesi televisiva ha sbugiardato ancora l'ennesimo taroccamento della realtà, mostrando impietosamente l'inciampo di Berlusconi. Alle spalle del premier c'era in effetti il vicepresidente Fini, ma a distanza di sicurezza, e poi nessun altro. E l'ormai anziano leader di Forza Italia ha semplicemente mancato il gradino davanti a lui, senza affibbiare pestoni a nessuno.




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