Demonizzazione VS beatificazione
Solo pochi giorni fa, prima l'attore Paolo Calissano e poi la modella Kate Moss erano stati crocifissi dalla stampa e dall'ambiente ipocrita del jet-set per lo scandalo legato al consumo di cocaina. Tante vergini mai sfiorate dal vizio si erano sollevate a stigmatizzare il comportamento di questi vip, ricchi e annoiati. Il mondo dell'arte è oscuro e ambiguo, oscuro e ambiguo, sosteneva gravemente il grande Nicola da Mola di Bari. Ma quando accade che Lapo Elkann finisce in coma per l'abuso delle stesse sostanze, ecco che cominciano i distinguo. I moralisti a targhe alterne, come Carlo Rossella e Vittorio Feltri, corrono in soccorso del rampollo di casa Agnelli per affermare che sì, ha sbagliato, ma in fondo è un ragazzo, quale ragazzo non ha commesso una sciocchezza in vita sua. Adesso ha imparato la lezione, il buon Lapo, e ne farà tesoro. Signora mia, so' regazzi... Le vecchie comari! E che dire di quelli che richiamano, in questo caso, le colpe della società (par di sentirlo, il pontefice sturmtruppen con le sue intemerate contro il relativismo), e poi azzannano alla gola i moribondi clandestini di Lampedusa.
I supporter della destra proibizionista, sempre pronti a caricare a testa bassa i "tossici che rubano e non vanno a lavorare", si scoprono liberal ad personam.
Non ci si potrebbero astenere tanto dalle reprimende quanto dalle arringhe difensive?
Il "povero" Lapo si rimetterà, speriamo presto, e tornerà alla sua prestigiosa attività nella azienda di famiglia, dopo un breve periodo di disintossicazione in un'amena località della Svizzera - la seconda patria degli Agnelli.
A suo confronto, Kate Moss, che nonostante l'anoressia non può certo definirsi derelitta, fa la figura del paria, licenziata da Chanel, da Burberry e da Hennes & Mauritz (H&M), scacciata con disonore dalle sue incontaminate colleghe di sfilata, costretta alla fuga dal Regno Unito.
E che dire allora dei poveracci senza nome e senza capitali, avvelenati dallo stesso vizio, che non possono contare né su una stampa amica né su leggi di buon senso?
Non mi aspetto una riga di Feltri o una frase di Rossella 2000, e neanche un pentimento di Gianfranco Fini. Ma un pensiero, un pensiero di solidarietà, al prossimo anonimo sfigato che ci rimane secco, quello credo sia il caso di dedicarlo.




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