La FIGC si sveglia?
Sospensione della partita al primo lancio di oggetti in campo e sconfitta 3-0 a tavolino per la società ritenuta responsabile. Queste le decisioni prese dalla FIGC per cercare di bloccare le numerose critiche sulla inadeguatezza del mondo del calcio a fermare le violenze negli stadi.Il clamore suscitato dalla sospensione della gara di Champions League fra Inter e Milan a causa del lancio di petardi in campo e al ferimento del portiere rossonero Dida, hanno costretto i vertici federali ad un intervento di insolita durezza. E così, già a partire da venerdì 15 aprile, di fronte al lancio di oggetti o petardi all’interno dello stadio, l’arbitro è tenuto a interrompere la gara e spedire le squadre negli spogliatoi.
Il mondo politico, in primis il ministro degli Interni, Pisanu, aveva già fatto la voce grossa a seguito degli incidenti provocati dai tifosi durante la Trentesima di campionato, che avevano causato, tra l’altro, il ferimento di numerosi rappresentati delle forze dell’ordine. Lo Stato è sempre meno disponibile a farsi carico dei costi, non solo economici, necessari a garantire la sicurezza prima, durante e dopo le gare di calcio. A gran voce si reclamano interventi analoghi a quelli adottati in Gran Bretagna per combattere il fenomeno degli hooligans. Anche perché le norme legislative italiane, che puntavano molto sui divieti a recarsi allo stadio per i responsabili di azioni violente, presentano difetti tecnici che le hanno rese del tutto inefficaci, quando i casi sono arrivati al cospetto dei giudici.
Purtroppo il mondo del calcio, tifosi e società in testa, spesso conniventi, pretende da un lato una sorta di extraterritorialità all’interno degli stadi e dall’altro che siano le forze dell’ordine a tenere la situazione sotto controllo.
Delle due l’una: o i reati compiuti negli stadi – reati a cui tutti assistiamo ogni settimana in TV – vanno puniti come tutti i reati, oppure è giunto il momento che le società organizzino a loro spese e si assumano la totale responsabilità dei controlli all’interno degli impianti, lasciando alle forze dell’ordine il compito di presidiare l’esterno.
In ogni caso, il tardivo intervento della FIGC – mentre la Lega Calcio sorprendentemente tace – non è detto che riesca a sortire i risultati sperati. Ci sono organizzazioni di ultras che cercano di tenere in scacco il calcio, se è vero che, come sostiene il questore di Milano e le rivendicazioni di due gruppi della tifoseria organizzata interista, i disordini fossero preordinati. A prescindere dal vantaggio per la propria squadra, chi volesse incidere sul campionato o ricattare la società ha oggi la relativamente agevole possibilità di interrompere una gara. Forte dell’impunità che i complicati controlli garantiscono.




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