Ci sorprenderà?
Non posso negare di aver provato un po' di delusione quando ho sentito in diretta TV l'annuncio del nome del nuovo pontefice. Le fumate grigie lasciavano intendere che i candidati delle due componenti più forti non avessero la maggioranza qualificata, ed invece, a sorpresa, non c'è stato un accordo su un nome di compromesso, ma sul leader di una delle due aree. E sulle prime ho pensato: non il migliore. E lo dico umilmente.Ratzinger ha fama di conservatore, almeno per quel che concerne le questioni dottrinarie, e forse dopo Woytila ci sarebbe stato bisogno di una maggiore apertura della Chiesa verso l'evoluzione della società.
Non dico che la religione debba seguire i trend, e conformare la dottrina ai dettami che vengono dal basso, dalla società: tutt'altro. Ma che almeno questa grande comunità sappia fare tesoro delle esperienze di tanti suoi sacerdoti, missionari, fedeli.
La scelta di Ratzinger sembra, sulle prime, chiudere invece le porte alle voci più progressiste. Ma potrebbe essere solo un pregiudizio - e magari anche la delusione per differenti aspettative (Tettamanzi o Martini per esempio).
L'età di Ratzingere e la sua esperienza curiale indicano certamente una continuità con il pontificato di Woytila. Ma già la scelta del nome, Benedetto XVI, si presta a una lettura differente. Se il riferimento è, come appare probabile, a Benedetto XV, non va dimenticato che quel pontefice è noto anche per avere da un lato cercato di riaffermare il primato della Chiesa, ma dall'altro si sia sforzato di trovare un compromesso nei confronti dei modernisti.
Se fosse questo l'obiettivo di Ratzinger, ci troveremmo di fronte ad un passo importante da parte di un conservatore che, senza ripudiare nessuno dei principi dei quali è custode, accetta di scendere a patti con le correnti più moderne.
Non va infine dimenticato che l'età del nuovo papa indica anche che i porporati non hanno considerato maturi i tempi per un nuovo pontificato lungo, dopo quello maestoso di Woytila, ed hanno optato per una transizione, magari non brevissima (del resto i cardinali sopra gli 80 anni non sono eleggibili), ma certamente forte.
Del resto tutte queste osservazioni non hanno forse molto senso. Lo dico da laico: spero che in conclave i cardinali non abbiano seguito obiettivi politici e ambizioni personali, ma solo atteso una ispirazione spirituale per compiere con fede la scelta più opportuna per le difficili sfide che la Chiesa dovrà affrontare nei prossimi anni.




0 Commenti:
Posta un commento
« Torna alla homepage