Essere normali
Sembra ormai definitivamente tramontata la candidatura di Rocco Buttiglione a commissario europeo. Le sue frasi su omosessualità e donne single hanno irritato a tal punto il Parlamento continentale che l'intera commissione di Barroso correva il rischio di una bocciatura alla vigilia della firma del trattato costituzionale.
La vicenda non ha solo favorito il solito vaniloquio dei politici, ma ha anche lasciato emergere il lato oscuro di molti italiani.
In numerosi interventi sul tema espressi alla radio nel corso di trasmissioni di servizio come Radio anch'io o Zapping, non è stato infrequente ascoltare posizioni veramente imbarazzanti. L'omofobia sembra ancora diffusa negli strati più bassi della popolazione, evidentemente ancora numericamente significativi.
Tra spannometriche valutazioni bio-genetiche, ritornava ossessivo il refrain della "normalità". In sostanza, gli omosessuali non hanno gli stessi diritti civili degli altri perché non sono "normali".
Pazzesco, no? A due secoli di distanza dall'Illuminismo, ancora c'è qualcuno che riesce a delineare rigidi confini per la normalità.
Ma se anche fosse, sarebbe utile avere un sondaggio che spiegasse quanti, tra quelli che l'hanno visto in televisione, considerano "normale" Rocco Buttiglione!


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Secondo uno studio della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora, Maryland, pubblicato sulla rivista "The Lancet", i morti in IRAQ dall'inizio del conflitto avrebbero superato i 100.000.


Tra le numerosissime citazioni, che costituiscono il nerbo della storia, presenti sull'ultimo romanzo di Umberto Eco, "La misteriosa fiamma della regina Loana", una mi ha particolarmente colpito.

