L'istigazione
L'ha rifatto.
Silvio Berlusconi, davanti ad una platea davvero particolare, quella della guardia di Finanza, ha pensato bene di confermare la sua teoria sull'eticità dell'evasione fiscale quando le aliquote sono troppo elevate.
Possiamo comprendere che sia particolarmente affezionato al tema, dal momento che le sue aziende hanno aderito ai condoni tombali tremontiani. Ed è di tutta evidenza che l'argomento serva anche a irretire gli alleati di governo nella faticosa, eterna verifica che verte soprattutto sulle modalità di riduwione del carico fiscale.
Ma questo signore che giustifica un furto alla collettività quale è l'evasione fiscale, si trova congiunturalmente a coprire il ruolo di Presidente del Consiglio. Un uomo politico, e a maggior ragione un premier, dovrebbe pensarci due volte prima di rilasciare dichiarazioni a favore di chi commette reati.
Non dà intanto un grande esempio; istiga al compimento del reato; e rende poi del tutto prive di credibilità le dichiarazioni della sua maggioranza sugli espropri proletari che stanno, purtroppo, tornando a infestare le strade delle città italiane.
Se infatti un eccessivo prelievo fiscale giustifica l'evasione, perché le difficoltà ad arrivare a fine mese non dovrebbero giustificare un furto al supermercato?




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