Il Malpensante
Pier Paolo Pasolini:
"Io so i nomi di coloro che, tra una messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali. Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli. Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi."
Tratto da: P.P.Pasolini "Scritti Corsari" Milano, Garzanti, 1977
 

26 novembre 2004

L'accordo

Che duri o meno, l'accordo c'è.
La maggioranza ha trovato un compromesso sulle riduzioni fiscali, anche se forse non accontenta pienamente nessuna delle parti a confronto.
Berlusconi deve accontentarsi di sgravi inferiori a quelli desiderati, ma incassa la riduzione già dal prossimo anno.
Gli alleati più riottosi come AN e UDC hanno tenuto almeno parzialmente il punto sulle coperture, ma non può gioire perché l'emendamento che sarà predisposto oggi non salva gli statali (blocco del turn over e riduzione di 75.000 dipendenti), non prevede interventi per le famiglie e per le imprese.
Insomma, hanno pensato che era meglio un accordo qualsiasi che nessun accordo.
Certamente Berlusconi potrà suonare la grancassa del rispetto del patto, ma se questo sia sufficiente per recuperare consenso dipende non dalle dichiarazioni ma dalla percezione reale che i cittadini avranno. Chi si troverà effettivamente più soldi in tasca e potrà spenderli o ricominciare a risparmiare, approverà l'operato del governo. Quei cittadini che continueranno a faticare per giungere alla fine del mese e magari troveranno anche ulteriore degrado nei servizi pubblici, se la prenderà giustamente con la maggioranza.
Almeno il vantaggio è questo: non di promesse si tratta, ma di azioni. Gli elettori potranno finalmente giudicare sui fatti e non sulle parole.