Il Malpensante
Pier Paolo Pasolini:
"Io so i nomi di coloro che, tra una messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali. Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli. Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi."
Tratto da: P.P.Pasolini "Scritti Corsari" Milano, Garzanti, 1977
 

19 novembre 2004

La trappola

Anche questa volta, proprio quando tutto sembrava ormai irrimediabilmente compromesso, Berlusconi è riuscito a rimettere in piedi la pericolante maggioranza di governo. Va detto che siamo ormai all'accanimento terapeutico. La verifica senza fine, si trascina stancamente sulle spalle prostrate di un paese malato.
Naturalmente al premier non interessa. Lui ha altri obiettivi, come sempre. Adesso deve entrare nello squallido Guinness dei primati italico con il governo di legislatura. Cambiano scenari, ministri, politiche, ma lui è lì, inclinato come una nave che affonda; Si piega e non si spezza.
Anche perché gli alleati di governo, che pure mostrano a volte un barlume di senso dello stato, sono talmente pronti a cedere di fronte alle minacce da risultare ininfluenti.
E' andata in questo modo ancora una volta. Di fronte alle comprensibili perplessità di AN e UDC sulla monomaniacale "riduzione delle tasse" - un tormentone degno di un comico ormai a corto di inventiva - nelle condizioni deprimenti dei conti pubblici italiani, l'irriducibile premier ha fatto la voce grossa: "senza riduzione fiscale, elezioni anticipate".
Con questi chiari di luna, gli alleati hanno abbassato la cresta, Fini ha incassato la nomina a ministro degli Esteri, e si tira avanti ancora un po', un accordo si troverà.
Ma l'unico che ha da guadagnarci è proprio Berlusconi.
Se la riforma fiscale va male, pagheranno tutti, se dovesse funzionare dal punto di vista elettorale, ci guadagnerà solo lui, visto che ormai ha già appiccicato sui simboli alleati un infamante bollino: "quelli che non vogliono diminuire le tasse".
Le campagne elettorali, per le regionali del 2005 e le politiche dell'anno successivo, si giocheranno tutte su questo tema. Berlusconi dirà che ha diminuito il prelievo fiscale, contro tutto e contro tutti, alleati e oppositori, tecnici del Tesoro e Unione Europea. Se gli elettori gli crederanno, premieranno Forza Italia e puniranno UDC e AN.
Ma anche far cadere il governo adesso, non porterebbe certo i due partiti ad un successo elettorale - anche se gli interessi del paese sarebbero meglio difesi con un nuovo parlamento.
Fini e Follini, insomma, si sono fatti incastrare. Hanno gridato abbastanza da farsi indicare da Berlusconi come i nemici del rispetto del programma elettorale. Ma hanno mollato sempre prima di ottenere un risultato tangibile, lasciando sempre al premier il pallino del gioco.