La foglia di fico
Enrico Mentana è stato licenziato dalla direzione del TG5.
Il popolare "mitraglia" lo ha rivelato in diretta durante il telegiornale. Sarà rimpiazzato dal fido Rossella, attuale direttore di Panorama e autore del memorabile ritocco fotografico che donò una folta capigliatura al premier su una copertina del settimanale.
Sembra che Mentana non l'abbia presa bene, anche se Mediaset gli ha affidato il misterioso incarico di "direttore editoriale" - misterioso solo perché se veramente esistesse un ruolo di tal fatta, il prode Enrico si troverebbe a controllare Rossella, Fede e Giordano e la circostanza appare assai improbabile.
Che Berlusconi, in vista delle difficili prove elettorali delle Regionali della prossima primavera e delle Politiche del 2006, abbia bisogno di tenere al guinzaglio TV e stampa, è del tutto evidente.
La questione è: perché Mentana non dava sufficienti garanzie?
Il TG5 è stato, insieme a Costanzo, la foglia di fico di Berlusconi. La pretesa autonomia di Mentana e Costanzo è stata ripetutamente sbandierata per testimoniare che editore liberale sia il Cavaliere e quanto le sue TV siano più pluraliste della RAI. Che fossero autonomi o meno, poco importa: Costanzo e Mentana hanno fatto sfacciata campagna pro CdL; con tutta l-abilità che bisogna riconoscergli. Costanzo ha intervistato Berlusconi non meno genuflesso di quanto non sia solitamente Bruno Vespa.
Il TG5 di Mentana è stato il megafono della CdL quando era opposizione, spingendo sui alcuni dei tasti più cari alla campagna elettorale della destra: sicurezza e immigrazione, aprendo ogni sera sulle rapine nelle villette lombarde o sugli sbarchi dei clandestini. Su questa agenda è stata messa la sordina dopo la vittoria di Berlusconi alle elezioni del 2001. Un terzismo un po' parziale, affatto mitigato dalla dichiarazione dell'ex-craxiano Mentana di astenersi dal voto.
Il direttore del TG5 non ha mai riconosciuto l'esistenza del conflitto di interessi e non ha mai ammesso che in Italia viga un regime mediatico. Questo non gli è bastato, perché Berlusconi oggi non ha bisogno di tiepidi supporter, ma di truppe d'assalto: Carlo Rossella è perfetto per l'uso. Ha un'autorevole esperienza, è partigiano quanto Fede, ma senza sbracamenti, ha persino alcuni estimatori tra i moderati del centrosinistra.
Saprà certamente fare un TG appiattito sulle posizioni della maggioranza - una bella sfida con Mimun - e darà spazio al gossip, al punto che alcune testate molto apprezzate dalla clientelqa dei parrucchieri stanno già progettando tagli al personale: da ora in poi "Rossella 2000" lo si potrà avere in diretta TV.




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