Il Malpensante
Pier Paolo Pasolini:
"Io so i nomi di coloro che, tra una messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali. Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli. Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi."
Tratto da: P.P.Pasolini "Scritti Corsari" Milano, Garzanti, 1977
 

27 novembre 2004

Farmaci e vittorie

Condannato.
Il medico della Juventus, Riccardo Agricola, è stato riconosciuto colpevole di frode sportiva, avendo stimolato le prestazioni dei giocatori bianconeri con medicinali proibiti.
E' solo il primo grado, ci saranno altri due gradi di giudizio e permane la presunzione di innocenza.
Eppure non si può ignorare una sentenza che fa seguito a univoche perizie che sottolineavano il dolo nell'operato del medico. Tra il 1994 e il 1998, secondo il giudice Casalbore che l'ha condannato a 1 anno e 10 mesi, Agricola avrebbe somministrato molti farmaci, tra cui alcuni a base di Epo ed altri per cancellare le tracce del doping. Nello stesso periodo la Juventus di Lippi vinceva 3 scudetti e una Champions League.
Era, in sostanza, la squadra che, secondo l'allenatore ceko Zdenek Zeman, schierava Del Piero e Vialli con una muscolatura improvvisamente vigorosa, come fosse stata "gonfiata". Proprio dalle dichiarazioni dell'attuale tecnico del Lecce era stata avviata l'indagine. E questa condanna, dà ragione al boemo.
L'AD bianconero Antonio Giraudo è stato assolto per insufficienza di prove. E tanto basta alla Juventus per gioire della sentenza. Bizzarrie dei nostri tempi.
Se la condanna ad Agricola fosse confermata in tutti i gradi di giudizio, CONI e FIGC dovrebbe infatti decidere cosa fare dei titoli vinti dalla Juventus con il doping sistematico. Ma francamente questi sembrano problemi secondari.
La cosa più sorprendente è stata infatti l'omertà dei calciatori juventini. Conoscono bene il rischio che si corre con l'assunzione di certe sostanze. Molto spesso emergono storie di ex-giocatori gravemente malati a causa dell'uso, spesso inconsapevole, di prodotti dopanti.
Non solo Tacchinardi e compagni non danno un grande esempio ai giovani sportivi, ma invece di prendere posizione contro chi ha messo a repentaglio la loro salute, hanno preferito fare i pesci in barile.
Fa specie che persone come Pessotto e Del Piero, che hanno sempre mostrato uno straordinario senso sportivo, non abbiano saputo cogliere l'occasione per dimostrare che i veri campioni non accettano il doping e, se lo subiscono, sono in ogni caso i primi a denunciarlo.