La cura dell'immagine
La grande festa di Roma, la firma della Costituzione europea è giunta nelle case degli italiani con le immagini patinate e selezionate scelte non dalla RAI, ma da una società privata, Euroscena, del fedelissimo berlusconiano Luigi Sciò, a cui la Presidenza del Consiglio ha affidato l'incarico di documentare visivamente l'evento.
I giornalisti RAI hanno raccontao l'evento, ma le immagini sono solo quelle ufficiali, non ci possono essere altri punti di vista se non quelli graditi al premier.
Non è difficile comprendere la ragione di questa scelta.
Metti che al Berlusca veniva voglia di fare le corna a Chirac, previo utilizzo di apposita scaletta: il regista sceglieva una pacata conversazione fra Prodi e Barroso.
Poni il caso che il premier ungherese - il solito ex-comunista - non resisteva dal fare un amichevole pat-pat sul cranio spelacchiato del Cavaliere: vai con la camera 4, i dentoni di Blair in atteggiamento affabile.
Insomma, il rischio di mostrare un ruga in più di Prodi, un centimetro in meno di Ciampi, una battuta più insulsa di quella di Schroeder, un applauso non tanto convinto come quello ricevuto da Veltroni, una lacrimuccia sul volto rattristato del povero Buttiglione, avrebbero potuto guastare l'effetto di immagine tanto atteso.
Un cameraman del TG3, certamente bolscevico, avrebbe senza meno cercato l'espressione più comica sul volto stirato del Presidente del Consiglio e Blob ce l'avrebbe riproposto per giorni. Allora meglio mettere "la calza" sull'intero evento.
Nell'era dell'immagine, una bella censura preventiva ai filmati era una indispensabile precauzione.




0 Commenti:
Posta un commento
« Torna alla homepage