Il fiero alleaten
Tra le numerosissime citazioni, che costituiscono il nerbo della storia, presenti sull'ultimo romanzo di Umberto Eco, "La misteriosa fiamma della regina Loana", una mi ha particolarmente colpito.
Si tratta dello storico discorso del 10 giugno del 1940, la dichiarazione di guerra pronunciata da Mussolini, di fronte alla "folla oceanica" che lo acclama in Piazza Venezia.
Ne conoscevo la prima parte ("Combattenti di terra, di mare e dell'aria! Camicie nere della rivoluzione e delle legioni!" ecc.), per memorie familiari, tra il nostalgico e il beffardo.
Non ricordavo però la seconda parte nella quale Mussolini dichiara:
"Secondo le leggi della morale fascista, quando si ha un amico si marcia con lui sino in fondo.".
Il duce spiega le ragioni che portano l'Italia alla disastrosa campagna bellica al fianco del Führer, senza in realtà spiegarle. Si direbbe quasi che non è convinto dell'opportunità della guerra, ma che gli tocca starci per l'amicizia con l'alleato tedesco (e forse anche perché a un bella guerra certi imbecilli non sanno mai dire di no: mica vorremo sprecare l'opportunità di coniare degli slogan retorici come il ridicolo "vincere! E vinceremo!", vero?).
E così m'è venuto in mente Berlusconi.
Perché qualche tardo-ardito nella sua compagine di governo ci sarà pure, ma il Cavaliere il coraggio per andare in guerra non ce l'ha mica - e, si sa, se uno il coraggio non ce l'ha...
Magari era pure contrario alla guerra, come ha lasciato che si sussurrasse quando la situazione irachena era ormai compromessa, ma non poteva dire di no all'amico Bush.
Insomma, sembra un classico caso di vassallaggio italico, prima il duce con Hitler e poi il ducetto con l'amico George W. Magari entrambi erano seriamente convinti di poter sedere comodamente al tavolo della Pace, dalla parte dei vincitori.
Naturalmente sarebbe stato più saggio, in entrambi i casi, rispondere con tutta l'amicizia che davvero non pareva il caso di andarsi ad infilare in quel ginepraio che sono tutte le guerre. Ma se uno il coraggio non ce l'ha...
Pietro Giliberti




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