La verifica infinita
Sfatiamo un mito: il fatto che un governo duri 1000 giorni, non indica necessariamente una maggiore stabilità di uno che ne dura 700.
Nell'ultimo anno il governo Berlusconi è stato tenuto in vita artificialmente, attraverso un accanimento terapeutico, ma la sua sopravvivenza non ha significato stabilità, tutt'altro.
Ricatti, ultimatum, minacce hanno bloccato la riforma delle riforme: la revisione dele politiche economiche.
Diciamoci la verità. Berlusconi è stato sfortunato e con lui Tremonti. Loro sono probabilmente i gestori ideali per i periodi di vacche grasse. Quando nel 2001 fecero campagna elettorale si aspettavano che continuasse il buon andamento dell'economia degli anni precedenti. In realtà il vento era già girato e l'11 settembre ha fatto il resto. Di fronte alle vacche magre Berlusconi e Tremonti si trovano a malpartito, come due rocker in balera.
Quando è stato chiaro che l'economia stava andando verso una situazione recessiva, è mancato il coraggio di tutta la coalizione e soprattutto di questa coppia: avrebbero dovuto avere l'onestà di ammettere che le promesse elettorali non potevano essere mantenute. Non per cattiva volontà, ma perché il paese altrimenti andava incontro a un disastro.
Profeti di sventura; cassandre: così il governo chiamava chi sosteneva questa tesi.
Adesso queste sono le ragioni per cui UDC e soprattutto AN minacciano la crisi di governo. Ma è da un anno che il warning sulle politiche economiche del Tesoro è stato sollevato da Fini e Follini. Vogliamo dire allora che si è perso almeno un anno per ripensare la politica economica del governo? A che cosa sono serviti la stabilità e il record di permanenza a Palazzo Chigi del Berlusca?
In realtà questo governo è entrato in crisi più volte, è morto e risorto dalle sue ceneri senza avere l'onesta di ammetterlo, di formalizzarlo come si fa in democrazia. Cambiavano ministri, si assisteva alle notti dei lunghi coltelli, del tutti contro tutti.
Probabilmente adesso ancora si troverà la "quadra", come amano dire i leghisti. E sarà l'ennesima finzione di stabilità, di tenuta.
Le riforme, le leggi si fanno in Parlamento. Possono cambiare più governi nell'arco di una legislatura, ma se una maggioranza si trova d'accordo su un tema, si raggiunge l'obiettivo. Se si vuole. Perché se non si ha quella intenzione, anche un governo di legislatura fallisce nella sua missione. E l'attuale governo sta fallendo in quella più importante che riguarda i conti dell'Italia.




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