Il bis
Non che se ne sentisse la mancanza, ma la manovra-bis ci riporta indietro nel tempo, quando eravamo giovani, in piena prima repubblica. Erano gli anni di Cirino Pomicino, di Rino Formica, e delle "comari". Quelli della finanza allegra, insomma.
Ma quando occorre fare ricorso a una seconda manovra finanziaria durante il corso di un anno?
Ci sono due possibilità:
1) quando la congiuntura economica degrada rapidamente a causa di condizioni improvvisamente e inaspettatamente avverse;
2) quando si sbagliano le previsioni
Rispetto all'autunno scorso, quando la legge finanziaria per l'anno 2004 è stata licenziata dal Parlamento, la situazione economica non è peggiorata, almeno a livello internazionale, ed anzi a voler dar credito alle parole di alcuni ministri del centrodestra, Marzano in primis, si colgono segnali di ripresa.
E allora erano sbagliate le previsioni di 9 mesi fa. La conferma viene dalle dichiarazioni della fine di maggio dell'ex-ministro Tremonti e del premier Berlusconi: i conti sono a posto, non c'è bisogno di alcuna manovra aggiuntiva (e intanto persino Buttiglione diceva che era probabile un intervento per 8 miliardi di euro).
Delle due l'una: o non sanno fare i conti o li hanno truccati (e questa è stata l'accusa di AN).
Il buco nei conti pubblici ora c'è e se Tremonti è stato il killer, Berlusconi è il mandante.




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