Paragoni
La principale difesa del centrodestra, in ispecie di Forza Italia, sui pessimi risultati delle ultime elezioni riguardano il crollo ben più grave dei partiti di governo in quasi tutti i paesi europei.
Quello che si sostiene è che se è vero che Forza Italia ha perduto il 4% rispetto al 1999, la maggioranza nel suo complesso ha tenuto e quindi i voti sono passati da un partito all'altro della coalizione, senza nessun vantaggio per l'opposizione. Negli altri stati d'Europa, invece, i governi in carica sarebbero stati puniti a vantaggio delle opoosizioni. Ma è davvero così?
In realtà, se guardiamo alla situazione dei principali paesi europei - Spagna esclusa, data la vicinanza delle elezioni politiche - ci sarebbe da discuterne.
Se Blair perde in Inghilterra, i conservatori non guadagnano (anzi perdono anche loro:
http://www.repubblica.it/speciale/2004/elezioni/europee/paesi/regnounito.htm, da 36 a 22 seggi).
In Germania, la scoppola presa da Schroeder non premia la CDU, che anzi perde, pochino, ma qualcosa (da 48,7% a 44,5%), mentre i partner di governo, i Verdi, guadagnano dal 6,4% all'11,9% (http://www.repubblica.it/speciale/2004/elezioni/europee/paesi/germania.htm). Se vale per Roma, perché non per Berlino? La mazzolata presa dalla SPD è stata decisamente più grave di quella di FI, ma l'opposizione italiana è andata meglio che a Berlino. Certamente guadagna l'opposizione socialista in Francia, come del resto era accaduto qualche settimana fa alle amministrative (dal 22, al 28,9). I partiti di governo,
rispetto alle europee del 1999 passano dal 35% al 28,6% (http://www.repubblica.it/speciale/2004/elezioni/europee/paesi/francia.htm), presentandosi questa volta con i "listoni"... Totale: -6,4%. Bella botta, non c'è che dire. Ma tra i grandi paesi europei questo è l'unico nel quale veramente gli elettori si sono gettati sull'opposizione e con le proporzioni che qui segnaliamo.
In sintesi, non solo quello italiano non è stato un risultato tanto diverso da quello degli altri paesi, ma per una strana combinazione i partiti sconfitti si attestano tutti attorno al 20%.
Naturalmente negli altri paesi non c'è un primo ministro che possiede 3 televisioni su 7, controlla attraverso la sua maggioranza le 3 reti pubbliche (4 consiglieri di amministrazione su 4, il direttore generale e l'80% dei dirigenti, tra i quali la sua ex-segretaria). E nessuno dei suoi omologhi europei ha imperversato negli ultimi giorni di campagna elettorale, in barba al pluralismo e alle leggi.




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