Il Malpensante
Pier Paolo Pasolini:
"Io so i nomi di coloro che, tra una messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali. Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli. Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi."
Tratto da: P.P.Pasolini "Scritti Corsari" Milano, Garzanti, 1977
 

08 giugno 2004

L'effetto Zapatero

Alla fine, se Bush è stato costretto all'autocritica, se ha dovuto concedere qualcosa alle Nazioni Unite è stato anche per la ferma posizione del nuovo premier spagnolo.
E' da quel momento, dalle elezioni che hanno segnato l'uscita di scena di Aznar, dalla conferma del leader socialista di mantenere le promesse fatte in campagna elettorale ritirando le truppe, che la tenuta della coalizione degli occupanti è venuta meno.
Di fronte al timore che altri paesi imitassero la Spagna e che Usa e Regno Unito rimanessero soli - con l'acritico supporto del giannizzero italiano - a sorbirsi i rovesci di un dopoguerra tragico come in tanti avevano previsto che fosse, Bush e Blair si sono visti costretti a mediare.
E' stato così che hanno improvvisamente rivalutato le Nazioni Unite, fino a quel momento messe alla berlina. Che hanno dovuto implorare Francia e Germania, perché acconsentissero ad una nuova risoluzione che non fosse un palese schiaffo alle demenziali politiche della guerra preventiva.
Grazie a Zapatero - e naturalmente anche alla coerenza di Francia e Germania - oggi quella catastrofica impresa comincia ada assumere connotati di legalità internazionale. Certo, siamo ancora assai lontani dal risanare la ferita inferta dall'occupazione irachena. Un governo formato da esponenti scelti tra ex-agenti della CIA e comunque soggetti ai desiderata di Washington non è esattamente la medicina più giusta. Soprattutto se i suoi poteri in termini di controllo delle forze multinazionali e delle risorse petrolifere sono così limitati.
Ma almeno il temibile Bush ha dovuto abbassare le orecchie e riconoscere quello che tanta gente - naturalmente accusata di essere al soldo dei terroristi islamici - ripeteva da tempo: chi fa guerriglia in Iraq non è necessariamente un terrorista, ma potrebbe anche essere un patriota.
C'è voluto Zapatero per svelare il trucco.