Il 2%
Non ci sono ancora analisi statistiche in merito, e quand'anche ci fossero lascerebbero comunque qualche margine di incertezza. Pertanto, non sappiamo e non sapremo mai con sicurezza quanti voti abbia spostato l'offensiva comunicativa del Presidente del Consiglio nell'ultima settimana della campagna elettorale, tra bulimia presenzialista, spamming mobile e l'illegale comizio al seggio.
Certamente non sono stati suffragi sufficienti per evitare la debacle di Forza Italia. Ma se anche avessero cambiato l'esito del voto per il 2%, la circostanza avrebbe un peso politico non irrilevante. 650.000 elettori potrebbero aver deciso di votare all'ultimo momento quando erano orientati all'astensione, o di cambiare la lista alla quale avevano deciso di destinare il proprio voto. E pensate che impatto avrebbero avuto i risultati elettorali se avessimo letto che Uniti per l'Ulivo aveva ricevuto il 33% e FI il 19%. Oppure che le forze dell'Ulivo con Rifondazione erano al 48% e quelle del centrodestra al 43%. Sarebbe stato ttto un altro film.
Un misero 2%, appena 650.000 dei 32.500.000 mila elettori che hanno votato e che, come sostiene il Censis, per circa la metà decidono cosa votare sulla base di quello che vedono in TV. Più o meno la metà di quelli che guardano le campagne di fidelizzazione del TG4: ma siamo sicuri che Fede sia così irrilevante?




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