Flash-back
Prima settimana di maggio del 2001. Siamo a Porta a Porta e Bruno Vespa sta intervistando Silvio Berlusconi a pochi giorni dal voto. Vespa domanda, parola più parola meno, al futuro premier:
"Rutelli sostiene che la riforma fiscale promessa dalla destra darà l'80% dei vantaggi al 20% della popolazione, cioé alla parte più ricca del Paese. E' vero?"
Naturalmente un giornalista avrebbe fatto le verifiche per conto suo, ma Bruno Vespa da anni ha scelto di fare il conduttore televisivo e, come avrebbero fatto Bonolis, Panairello, Mago Zurlì o Marzullo, si limita a chiedere: "E' vero?".
E come risponde Berlusconi?
"Rutelli sbaglia anche le cifre, aggiungendo uno 0 che non c'e'. La popolazione oltre i 200 milioni non e' l'80%, ma l'8 per cento del totale."
Non aveva capito la domanda. Poco male: la risposta era comunque indicativa: una percentuale molto piccola della popolazione avrebbe goduto i maggiori vantaggi della riforma fiscale a due aliquote promessa da Berlusconi nel corso della campagna elettorale di 3 anni fa. Insomma, né più né meno di quanto affermano oggi non solo i partiti di opposizione, ma anche Fini e Follini.
Solo che lo si sapeva da 3 anni e AN e UDC avevano firmato lo stesso programma di Berlusconi e si guardarono bene dal riconoscerlo.




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