Da una parte
"Da una parte quelli come noi e dall'altra quelli come loro. Non possiamo correre il rischio di lasciare il paese in mano a persone come loro"
Così parlò Berlusconi Silvio, la sera del 21 giugno 2004. Ancora scosso dalla debacle personale delle elezioni europee e della prima tornata delle amministrative, questo essere indegno di rappresentare non un paese civile, ma un condominio di periferia, continua senza vergogna a gettare fango sugli avversari politici. Come lo sputo di Totti, senza neanche la misera giustificazione di una provocazione.
C'è bisogno di ripetere che se da una parte c'è Berlusconi, con le sue condanne per falsa testimonianza, le prescrizioni di reato, i rapporti con lo stalliere mafioso Mangano, la corruzione dei magistrati e dei finanzieri, i capitali di dubbia provenienza, le elusioni fiscali e Previti e Dell'Utri, chiunque ci sia dall'altra parte non può che essere più degno di lui per governare?
Noi siamo dall'altra parte, in ogni caso. Quella dove un tempo c'era Berlinguer e ancora oggi il politico meno qualificato è più pulito di lui.




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