Il Malpensante
Pier Paolo Pasolini:
"Io so i nomi di coloro che, tra una messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali. Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli. Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi."
Tratto da: P.P.Pasolini "Scritti Corsari" Milano, Garzanti, 1977
 

13 giugno 2004

Credibilità

Magari sarà andata come ha raccontato lui: non è stato pagato alcun riscatto; i servizi italiani hanno individuato il covo e scoperto che li avrebbero uccisi prima delle elezioni; un commando americano li ha liberato con un blitz incruento dopo avergli chiesto il permesso.
Eppure, appena la prima agenzia ha dato la notizia della liberazione degli ostaggi italiani in Iraq, e ancora di più dopo le primissime dichiarazioni di Berlusconi che si assegnava il merito per l'ok all'operazione, la prima reazione di tanti, anche tra gli elettori di centrodestra, è stata di scetticismo. Tutti sono stati presi dal dubbio che la liberazione nella settimana del voto fosse una strana coincidenza, che l'autoapologia berlusconiana non meritasse che un sardonico scuotimento di capo.
E' una situazione simile a quando alla radio, durante "Tutto il calcio minuto per minuto", un'interruzione informa che è stato assegnato un rigore alla Juventus: la prima reazione è scontata: "il solito regalo!"
Poi c'è tutto il tempo per informarsi, per farsi un'idea più precisa e magari anche per convincersi che questa volta il rigore era sacrosanto o che Berlusconi non abbia raccontato le solite balle.
Resta significativo però lo scetticismo con il quale vengono accolte le parole del premier. Ricorda la morale della favola di Fedro, quella di "al lupo! al lupo!". Ormai difficilmente Berlusconi riuscirà più ad evitare che le persone dubitino, almeno in prima battuta, delle sue parole.
E poi siamo proprio sicuri che questo riscatto non sia stato pagato?