Perché la guerra
Ci sono vicende della vita politica, in relazione alle quali non abbiamo dubbi.
La verità ci appare chiara, lampante; le cause evidenti; gli effetti ineluttabili.
Noi sappiamo perché Silvio Berlusconi ha partecipato alla guerra in Iraq.
Non abbiamo bisogno di confessioni, né di prove per sapere che ha gettato sul tavolo della guerra le vite di quasi tremila militari italiani per compiacere "l'amico Bush", per avere qualche morto da giocarsi sul tavolo della pace, per evitare l'isolamento diplomatico internazionale cui era destinato.
Di che altro abbiamo bisogno per sostenere che la morte di ogni soldato italiano a Nassirya ricade completamente sulla responsabilità sua e della sua appecoronata maggioranza?




0 Commenti:
Posta un commento
« Torna alla homepage