Il Malpensante
Pier Paolo Pasolini:
"Io so i nomi di coloro che, tra una messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali. Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli. Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi."
Tratto da: P.P.Pasolini "Scritti Corsari" Milano, Garzanti, 1977
 

28 maggio 2004

La preghiera

Un paio di settimana fa, Piers Morgan, direttore del quotidiano inglese Daily Mirror, si è dimesso perché il suo giornale aveva pubblicato foto rivelatesi false sulle torture commesse da soldati inglesi ai danni di prigionieri iracheni. Si noti bene che l'accusa riguardava le foto e non la notizia: il Daily Mirror aveva pubblicato una notizia vera - le torture da parte di militari britannici - corredandola però con immagini false.
Il mondo anglosassone non è nuovo a vicende di questo genere. E' accaduto che si sia scoperto che alcuni giornalisti avessero vinto dei Premi Pulitzer in virtù di inchieste completamente inventate. Scoperti, avevano giustamente pagato. E solo di recente erano saltate tutte le più importanti teste al vertice della BBC perché erano stati trasmessi i servizi di Andrew Gilligan sul cosiddetto "caso Kelly".
Adesso il New York Times si scusa con i lettori per aver a suo tempo dato eccessivo risalto alle menzogne sulle presunte armi di distruzioni di massa in Iraq. "Non siamo stati rigorosi come avremmo dovuto".
Insomma hanno bevuto - quanto incolpevolmente? - le panzane dell'amministrazione Bush e le hanno propinate con convinzione ai loro lettori. Non si è dimesso nessuno, per aver pubblicato delle menzogne. Ma almeno hanno chiesto scusa.
Ogni sera diciamo una preghierina laica e ripetiamo ad oltranza un mantra a testo libero affinché a Bruno Vespa fischino le orecchie e, non dico per dignità, ma almeno per vincere il fastidioso acufene, si determini ad una piccola autocritica.