Il Malpensante
Pier Paolo Pasolini:
"Io so i nomi di coloro che, tra una messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali. Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli. Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi."
Tratto da: P.P.Pasolini "Scritti Corsari" Milano, Garzanti, 1977
 

28 maggio 2004

La lettera

Silvio Berlusconi ci ha scritto nuovamente.
Tiene a farci sapere che si era già preso questo disturbo tre anni fa.
Ci domanda ironicamente se ricordiamo "un qualche programma presentato da uno qualsiasi dei precedenti governi". La risposta è affermativa, ce ne ricordiamo. E' accaduto che, come nel caso attuale, i partiti avessero fatto promesse che non hanno poi mantenuto. Niente di nuovo sotto al sole, insomma.
Insomma, noi ci saremmo potuti anche accontentare delle baggianate del 2001, ma il premier no, lui deve girare il coltello nella piaga. Per rammentarci i risultati dei tre anni di governo: innumerevoli, sostiene.
La scuola, dice. Sappiamo che i nostri figli potrebbero avere problemi a settembre ad avere la garanzia della stessa qualità del tempo pieno alle elementari. Alle scuole medie intanto si riducono le ore di inglese (ma non era una delle tre I della campagna elettorale?). E lui se ne prende il merito. Contento lui.
La pressione fiscale, insiste. Dai nostri modesti conti, ci siamo resi conto che alla fine non abbiamo risparmiato una lira tra irpef e tasse locali. In compenso abbiamo un potere di acquisto minore e spendiamo più di prima. E Berlusconi ci dice che è un risultato ottenuto proprio da lui, dal suo governo.
E il lavoro? "E' diventato il più flessibile d'Europa", scrive. Come se fosse un titolo di vanto la precarietà di giovani che entrano nel mercato del lavoro e anziani che sono alla faticosa ricerca di rientrarvi. In un paese dove non esiste uno straccio di salario minimo garantito e le banche non concedono prestiti o mutui a chi non ha un lavoro a tempo indeterminato. Merito di Silvio: lo dice lui.
I cantieri, i cantieri! "Non accadeva da quarant'anni che l'Italia fosse così ricca di cantieri". Ora non dubitiamo che la ditta di famiglia dell'ing. Lunardi non sia rimasta con le mani in mano, ma, a parte le misteriose opere fuori legge presso Villa La Certosa la residenza estiva in Sardegna del premier, le opere in corso di realizzione erano tutte già avviate. E tra quelle ancora al palo, ci auguriamo che alcune non partano mai, come il Ponte di Messina, un disastro ambientale ed economico, dai rischi enormi. E di tutto ciò, dobbiamo ringraziare l'esecutivo della Casa delle Libertà.
Per misteriose ragioni omette di parlare della guerra illegittima nella quale ha infilato il nostro paese, mettendo a repentaglio la vita di quasi 3000 militari solo per farsi bello agli occhi dell'amico Georgedabliu.
Unico momento di chiarezza, a pagina due, quando ammette che è presente nelle liste per le elezioni europee con una candidatura di bandiera in quanto non potrà far parte del Parlamento Europeo. Un voto per lui sarebbe quindi non solo sbagliato, ma anche sprecato.
Naturalmente termina sbrodolandosi di autocompiacimento per gli straordinari risultati ottenuti in politica estera: non li elenca per carità di patria. Ne rammentiamo almeno uno? La rottura dell'unità europea in politica estera, seguendo la folle partita di Bush e Blair in Iraq, voltando le spalle a Francia e Germania.
In sostanza c'è un fatto nuovo: Berlusconi ci dice che il governo non ha assistito passivamente al disfacimento del paese. No, ha anzi avuto un ruolo attivo. Quello che è accaduto è anche causa delle politiche del governo. E' una notevole indicazione per i cittadini chiamati a votare: quelli che si ritrovano più ricchi, sappiano che è merito di Berlusconi e lo premino alle elezioni. Quelli invece che sono più poveri, si ricordino che Berlusconi rivendica alle politiche del suo governo le responsabilità di questa situazione.
Alla letterina è allegato il solito patinato volumetto, sulla copertina del quale svetta l'immagine del premier come appare nei manifesti elettorali. Non si capisce perché non si sia fatto fare una fotografia al naturale, soprattutto dopo il lifting, ed abbia consentito che l'immagine riproducesse la statua con le sue fattezze conservata al museo di Madame Tusseaud.
Nel libretto, pieno di dati più volte smentiti dall'Istat e da altre fonti decisamente più affidabili di Forza Italia, il solito profluvio di immaginette sacre e bugie. Ormai non ci si fa neanche pù caso.
Del resto facciamo la raccolta differenziata e paghiamo la tassa sui rifiuti.
Ma un dubbio ci resta: siamo proprio sicuri che sta monnezza non ci sia costata niente?