Il Malpensante
Pier Paolo Pasolini:
"Io so i nomi di coloro che, tra una messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali. Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli. Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi."
Tratto da: P.P.Pasolini "Scritti Corsari" Milano, Garzanti, 1977
 

19 novembre 2008

La newsletter multimediale della Provincia di Roma

"Piccoli lavori" crescono...

20 ottobre 2008

Premonizioni

"Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali.

C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci).
Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito.

Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private.

... L'operazione si fa in tre modi: (1) ... rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. (2) Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. (3) Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico! Quest'ultimo è il metodo più pericoloso. » la fase più pericolosa di tutta l'operazione [...]. Questo dunque è il punto, è il punto più pericoloso del metodo. Denaro di tutti i cittadini, di tutti i contribuenti, di tutti i credenti nelle diverse religioni, di tutti gli appartenenti ai diversi partiti, che invece viene destinato ad alimentare le scuole di una sola religione, di una sola setta, di un solo partito [...]."

Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso dell'Associazione a difesa della scuola nazionale (ADSN), Roma 11 febbraio 1950.

26 settembre 2008

I support Barak Obama

20 aprile 2008

Beatrice: riassunto delle puntate precedenti

Allora, eravamo rimasti che la piccola Bea, oltre ad essere bravissima a scuola e a imparare pattinaggio, si allenava con costanza in piscina ed aveva un invidiabile media: almeno una medaglia d'oro a gara.

Insomma, non aveva mai sbagliato un colpo. Creando non poca preoccupazione nei genitori che da un lato temevano che la campionessa fosse colpita da botte di depressione alla prima sconfitta (che inevitabilmente dovrà arrivare, no?) e dall'altro già si figuravano lo stress degli allenamenti seri da agonista, alzatacce all'alba, viaggi della speranza in anonime piscine lucane, la lotta per riuscire comunque a finire i compiti, dopo i lunghi allenamenti pomeridiani.

Nelle ultime tre manifestazioni a cui ha partecipato, accompagnata dalla onnipresente assistenza della sorellina Ester, Beatrice ha riportato i seguenti risultati:
  • 16 marzo (Pomezia)
    • Medaglia d'oro ai 25 sl, con record personale

  • 6 aprile (Roma)
    • Medaglia d'oro 25 sl
    • Medaglia d'argento 25 dorso

  • 13 aprile (Pomezia again!)
    • Medaglia d'oro staffetta 25 sl
    • Medaglia di bronzo 25 dorso
    • ed anche un apprezzabile 4° posto ai 25 rana, alla prima esperienza in questo stile.
Abbiamo dovuto, insomma, fare i conti con le prime lacrime, i primi errori, ma sono arrivate belle medaglie in ogni caso. Così si procede, navigando a vista, cercando di sdrammatizzare, di inorgoglirsi il giusto.

A fine aprile ci sarà anche la prima gara di pattinaggio, speriamo senza lacrime, comunque vada. Ma non ci staremo stressando un po' troppo, noi e questi bambini?

15 aprile 2008

Io odio il lunedì

Come si sa, a tutte le latitudini, è più facile notare con microscopica precisione la pagliuzza nell'occhio altrui che non la trave nel proprio. Lo rammento per chi all'estero si sta già fregando le mani sulle ironie che profonderà a valanga sulla sventurata Italia. Non c'è paese nel quale non sia stato, o straniero con il quale non abbia colloquiato che non mi abbia omaggiato di uno sguardo sarcastico e di una battuta feroce sulla ormai quindicennale presenza di Berlusconi nella vicenda politica italiana.

Ma si guardassero i loro, di leader, si dirà: la trave nel loro occhio, questi inglesi, francesi, tedeschi, olandesi, svizzeri, vietnamiti, portoghesi, finlandesi, persino estoni. Per tacere degli americani! Già.

Solo che anche la nostra è una trave e non una pagliuzza. Siamo qui di nuovo a farci venire un fegato così, a non chiudere occhio la notte, ad alzarci depressi chiedendoci come 13.628.865 italiani possano continuare a dare il loro voto al Cavalier Banana. Ora che ha gettato la meschera e mostrato di starsela allegramente spassando. Dopo questa campagna elettorale nella quale si è divertito a dirne (e rettificarne) di tutte. Ormai le spiegazioni antropologiche non bastano più: qualsiasi cosa faccia, le corna, i saltelli, le battutacce, prende oltre 13 milioni di voti. Costringe Vespa a piagarsi per odoragli la mano e Fini ad "intrattenere il pubblico" per un'ora: va tutto bene. Definisce eroe il mafioso Mangano e non perde un colpo.

Io sono stanco. Davvero. Non posso neanche più fuggire all'estero: le mie figlie non me lo permetterebbero un'altra volta.

Odiassi questo paese, che lo merita, mi adeguerei all'andazzo. Eluderei il fisco, parcheggerei in doppia fila... Siamo sempre ai tempi gloriosi della Casa della Libertà di Corrado Guzzanti, ognuno fa come cazzo gli pare, no?
Pregherei perché neppure uno straniero metta più piede in Italia così da far contenti i razzisti e depauperare le imprese. Chiederei l'abbassamento delle tasse, l'abolizione dell'ICI e del bollo auto, la TAV sotto casa mia e la centrale nucleare sotto casa sua (del Berlusca, dico). Appoggerei i dazi ai prodotti cinesi, così che le famiglie più povere si troverebbero costrette a comprare beni più cari, ma tutti di produzione autarchica.

Non ce la faccio, però. Vorrei fare un voto: da domani smetto. Non guarderò più un approfondimento politico in TV, non leggerò un articolo che parla del governo, cambierò canale quando li vedrò apparire, eliminerò dai miei consumi tutti i libri e i giornali delle case editrici di sua proprietà, e i suoi canali televisivi, e i programmi presentati dai suoi sodali. Mi disinteresserò del tutto di quello che accade nel palazzo, ignorerò quel che fa il governo, quel che ne dice l'Europa.

Ma sì, mi faccio i fatti miei, come il grosso dei suoi elettori. Che me ne faccio del senso civico quando chi governa non ha il senso dello stato?

Ci provo. Da oggi in poi, questo blog sarà dedicato al mio privato.